Un senso.

Perché, a fine 2018, nell’epoca dei social, aprire un blog personale? Ha ancora senso? La domanda è lecita, me la sono ripetuta più volte ed ho, evidentemente, risposto di Si.

In questo momento, avevo bisogno di un atto di libertà. Tale mi è sembrato aprire un luogo mio, dove scrivere degli argomenti che mi interessano. In modo molto personale e spontaneo e, soprattutto, senza altre finalità.

Gli esperti del blogging direbbero che ho l’occasione per sfruttare la leva del web marketing e dare risalto alla mia attività. Non mi interessa affatto, ho superato i 50, mi guadagno da vivere in tutt’altro modo. Non so se parlerò mai del mio lavoro, in ogni caso non sarà per ragioni di profitto.

La scrittura è l’ignoto. Prima di scrivere non si sa niente di ciò che si sta per scrivere e in piena lucidità (Marguerite Duras). È, più o meno, il mio stato d’animo.

Anticipo solo che il tema che farà da filo conduttore alle mie riflessioni – da questo momento consapevolmente non più private – è una delle grandi sfide: scegliere bene cosa fare nel proprio tempo. Arte raffinata, oggi più che mai.

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