Marcello, un attore felice

Cosa fare in uno dei prossimi week end? Vi consiglio di non perdere l’esposizione che  ripercorre la carriera straordinaria di Mastroianni, allestita da pochi giorni nello spazio dell’Ara Pacis, a Roma.

Ne sono rimasto colpito. Ci sono ritratti, tracce dei suoi film e dei suoi spettacoli, momenti di vita privata. L’occasione per conoscere meglio Marcello.

«Un attore felice, che amava alla follia il suo mestiere, che svolgeva con gioia e buon umore. La sola persona che prendeva sul serio durante le riprese, era il regista. Con gli altri giocava» (Claudia Cardinale).

 

Al tempo stesso l’opportunità di riportare in primo piano molte cose della nostra memoria. Come è successo a me, con il sorriso sulle labbra e gli occhi bene aperti.

Dell’attore italiano più famoso a livello internazionale, trovate scritti, testimonianze, recensioni, bellissime fotografie. Il racconto dell’intera carriera di Marcello ma, nel contempo, anche di decenni di costume del nostro Paese.

Com’è naturale, nella mostra molte fotografie, disegni e racconti sono dedicati al rapporto tra Mastroianni e Fellini,  qualcosa che va oltre la complicità tra autore e interprete, quasi una totale identificazione.

Il primo incontro con Federico fu a Fregene, quando mi volle vedere dopo aver rifiutato le star americane che la produzione de La Dolce Vita avrebbe preferito per il personaggio. Gli avevano proposto perfino Paul Newman, ma aveva rifiutato anche lui. Voleva una faccia qualunque, una faccia italiana. Ci incontrammo e io, ignaro e molto ingenuo, gli chiesi se era possibile leggere qualcosa, un soggetto, un pezzo di sceneggiatura, qualunque cosa. Lui si mostrò gentile e disponibile. Chiamò Ennio Flaiano, il quale arrivò con un disegno: si vedeva un uomo che nuotava pigramente in mezzo a grandi sirene, corpi bellissimi, giganteschi, procaci. Lo guardai a lungo e dissi ‘ molto interessante’ , in realtà ero un po’ stravolto, non avevo capito niente. Ma avevo l’ impressione che non avrei dovuto preoccuparmi, sentivo che era già nata la nostra intesa.

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Mai più nella vita ho chiesto a Federico un copione, neanche un soggetto. Ci vedevamo, ci mettevamo in macchina e andavamo in giro per ore. Lui parlava di tutto, raccontava un’ idea, si soffermava su un’ immagine, magari una situazione minima. Io lo stavo a sentire, avevo imparato a capire. Poi quando si girava, ogni mattina arrivando sul set gli chiedevo “C’ è qualche battuta che devo dire?” . Generalmente rispondeva di no. “Dì quello che vuoi, Marcellino. Poi vediamo in doppiaggio…

Tratti da film che hanno fatto la storia del cinema come “Una giornata particolare” o “Ieri oggi e domani” o “Matrimonio all’italiana” ci sono spezzoni e foto che vedono Marcello con Sofia Loren, con la quale ha condiviso molti momenti importanti.

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«Marcello Mastroianni, l’amore della mia vita, professionale eh… Eravamo proprio una bella coppia, non provavamo mai, io le battute le sapevo tutte a memoria, per carità, lui un po’ meno, ma dopo dieci minuti era perfetto». (Sofia Loren)

Nonostante piacesse, e molto, alle donne Mastroianni ha sempre combattuto lo stereotipo del seduttore, anche attraverso precise scelte interpretative.

In uno dei filmati che caratterizzano l’allestimento (qualità video del mio cellulare) – molti dei quali sono tratti dal documentario biografico “Mi ricordo, si, io mi ricordo” girato da Anna Maria Tatò nel luglio del 1996 durante le riprese di Viaggio all’inizio del mondo di Manuel de Oliveira, ultimo film interpretato da Mastroianni –  l’attore rifiuta con nettezza l’etichetta di latin lover:

 

Ora sapete cosa fare in uno dei prossimi week end. C’è tempo fino al 17 febbraio. Un’ora del vostro tempo dedicata a Marcello, ma soprattutto a voi stessi.

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