Africa, Fatoumata ha qualcosa da dire

Conoscete Fatoumata Diawara?  Attrice, cantante e chitarrista,  è considerata una delle più interessanti artiste africane contemporanee. Ha collaborato con nomi di primo piano della musica internazionale come Bobby Womack o Herbie Hancock e perfino Paul McCartney.

Canta nella lingua del suo Paese, il Mali, ma si è trasferita in Italia, sul lago di Como, dopo anni trascorsi a Parigi.

Il brano Nterini

Tratto dal suo secondo album da solista, Fenfo (traducibile in “qualcosa da dire“), il singolo Nterini (nel video qui sotto) è una canzone sulla sofferenza di due innamorati costretti a vivere distanti: il mio amore, il mio compagno è andato via e non mi scrive più. Lo amo nonostante tutto, e mi manca ogni giorno. Voglio sentire il mio amato; altrimenti non dormirò bene la notte.

Come la stessa artista spiega: “ho deciso di parlare in questo modo dell’immigrazione perché da quattro o cinque anni a questa parte vediamo l’immagine dei nostri fratelli che partono sui barconi, e la gente che non conosce l’Africa è portata a pensare che è tutta l’Africa che parte, che non c’è più nulla in Africa. Che è la miseria da cui si fugge, e che laggiù non c’è più niente.

Nterini è il primo pezzo del disco, per parlare dall’immigrazione e per far capire che l’Africa non è rappresentata da queste immagini di barconi: proveniamo da qualche parte,e abbiamo molto da insegnare all’umanità.

Il caso della schiavitù in Libia è stato il culmine, mi ha molto ferita! Mentre io che sono sul palco, sono pronta ad alzare il pugno per dire che la gioventù africana è pronta a trovare una via d’uscita, che c’è una nuova Africa che arriva. Credo a quello che dico. Vai in Gana, in Nigeria, in Angola, anche in Burkina Faso. Succedono un sacco di cose laggiù. Proviamo allora a fare in modo che ci siano delle sfumature. Altrimenti questa immagine ci schiaccerà. Quindi mi sono detta : continuerò a parlare dei nostri problemi, ma in maniera più positiva.

Sono andata nella regione dell’Afar, in Etiopia. Un luogo sacro dove è stato scoperto il primo scheletro di uno dei nostri progenitori (Lucy). Volevo andare laggiù per girare il video e dire che tutti questi giovani, prima di attraversare il Mediterraneo, vengono da qualche parte hanno una storia d’amore, una terra magnifica. Volevo raccontare la storia di un giovane che viveva una vita tranquilla con una casa, un’innamorata ma voleva partire per fare una nuova esperienza. Quando era partito non era un immigrato, era solo un essere umano. Ma arrivato di fronte al Mediterraneo, quando gli hanno detto che non poteva andare in Europa, è diventato un “immigrato”. Altrimenti sul suo continente, ha una dignità, ha una storia, una terra. Questo era importante per me.”

A me il brano piace, come si vede Fatoumata ha qualcosa da dire sull’immigrazione. Molto interessante tutto l’album, ci sono diverse contaminazioni pop, non è world music in senso classico. Un riuscito incontro tra antichi strumenti africani  e la modernità della chitarra elettrica e delle percussioni.

La trovate qui su Spotify 

 

Il video è stato diretto dalla fotografa e artista contemporanea etiope Aida Muluneh.

 

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