Il loro modo di giocare

Resoconto di Rachel Cusk
Resoconto, Rachel Cusk, Einaudi

“Resoconto” è un libro enigmatico, strano. Muove dal viaggio di una scrittrice inglese, che deve recarsi ad Atene per tenere un seminario di scrittura creativa.

Parla degli incontri e delle conversazioni che le capitano, in termini narrativi accade poco o nulla.

Accade però che Rachel Cusk, autrice canadese che da anni vive in Gran Bretagna, affronti temi “esistenziali” quali il matrimonio, il divorzio, l’essere genitori e il lettore a volte ne è fulminato. Deve rileggere e, spesso, usare l’evidenziatore.

Non so cos’è.

Non è un romanzo, non so cos’è, non riesco a categorizzarlo, ammesso che si debba necessariamente farlo. Ma, a distanza di giorni, penso ad alcune cose che ho letto. E questo, di solito, è buon segno.

Una delle cose che mi hanno colpito è questa, dedicata al gioco dei figli.

I miei figli, all’età di quei ragazzini saltellanti, erano così uniti che era difficile distinguerne il diverso carattere. Giocavano insieme da quando aprivano gli occhi al mattino fino a quando li richiudevano la sera. Il loro modo di giocare era una specie di tranche condivisa in cui creavano interi mondi immaginari, ed erano costantemente impegnati in giochi e progetti la cui pianificazione e realizzazione era tanto reale ai loro occhi quanto invisibile a chiunque altro; a volte io spostavo o buttavo via qualcosa che sembrava inutile, e mi veniva fatto notare che era un pilastro sacro nel mondo immaginario che stavano costruendo, una narrazione che sembrava scorrere come un fiume magico nella nostra casa, inesauribile, da cui uscivano e in cui rientravano a loro piacimento, varcando quella soglia agli altri invisibile e passando in un altro universo. Poi un giorno il fiume si era prosciugato, quel loro mondo d’immaginazione condiviso era finito, per la sola ragione che uno dei due – non ricordavo neppure chi – aveva smesso di crederci.

Resoconto, Rachel Cusk, Einaudi

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