Le foto non finite di Pellegrin

Ha vinto 10 World Press Photo Award e numerosi altri prestigiosi riconoscimenti in tutto il mondo, come il Robert Capa Gold Medal Award e il Premio Eugene Smith. È membro dell’Agenzia Magnum dal 2005 (qui il suo portfolio).  Se vi piace la fotografia, vi suggerisco di vedere la mostra di Paolo Pellegrin, fino al 10 marzo nel MAXXI Museum di Roma. In viaggio per il mondo con la sua macchina fotografica, ha raccontato «uomini, guerre, emergenze umanitarie ma anche storie di grande poesia e una natura portentosa e pulsante».

Vi suggerisco di vedere la mostra di Paolo Pellegrin
Ritratto di donna. Congo-Brazzaville, 2013. Autore: Paolo Pellegrin

Attraverso oltre 150 immagini, numerosi inediti e alcuni contributi video, l’esposizione ripercorre vent’anni dell’attività di Pellegrin, dal 1998 al 2017.

Si legge nella guida di presentazione alla mostra: «Nel suo lavoro la progettualità a lungo termine si intreccia con la sensibilità estetica, allenata da lunghi anni di studio intorno all’immagine e alla visione. Il risultato è un metodo di lavoro che rimanda all’idea di un giornalismo lento, guidato dall’urgenza intellettiva dell’approfondimento piuttosto che dal desiderio di carpire un’immagine iconica, e si traduce in storie dai tempi di lettura dilatati, periodici ritorni su luoghi già fotografati, un’attenzione rivolta non solo al momento del conflitto ma a ciò che accade dopo».

Vi suggerisco di vedere la mostra di Paolo Pellegrin
Nella foto grande: dimostrante protesta contro il disimpegno israeliano da Gaza. Ofakim, Israele, 2005. Autore: Paolo Pellegrin

Qui un video nel quale, intervistato da Mario Calabresi, direttore di La Repubblica, Pellegrin dice che le sue fotografie spesso sono «non finite, in modo che chi le vede possa completarle, lasciano spazio agli spettatori per entrare in rapporto con l’immagine. La fotografia esiste compiutamente solo nel momento in cui viene vista». Anche perché non esistono risposte univoche nel raccontare i conflitti mediorientali.

Vi suggerisco di vedere la mostra di Paolo Pellegrin
Una seduta di Neem, un’organizzazione che offre sostegno psicologico alle vittime di Boko Haram. Maiduguri, Nigeria, 2017. Autore: Paolo Pellegrin

Interessanti i disegni, taccuini, appunti, fotografie, piccoli portfolio. Danno l’idea di quanto complesso sia il processo creativo. Insomma, si è capito, vi consiglio di non perdere l’esposizione; e di considerare che contemporaneamente, come ho fatto io, potete vedere la prima mostra personale di Zerocalcare, sempre al MAXXI. È un motivo in più.

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