Oltre Montalbano: tre gialli sotto l’albero

Perché non approfittare del periodo natalizio per leggere? La poltrona giusta, la luce corretta, un bicchiere di vino rosso. Createvi un momento tutto vostro, che faccia da contrappeso ai riti natalizi, a volte fin troppo affollati. Da appassionato giallista, vi consiglio tre gialli sotto l’albero, di agevole lettura, per fare la conoscenza di tre personaggi diversi dal notissimo Commissario Montalbano o dallo splendido Rocco Schiavone (lo dico da lettore di Camilleri e Manzini).

1) Il commissario Kostas Charitos, Atene.

Il primo consiglio di lettura è «Ultime della notte» dello scrittore greco Petros Markaris, Bompiani editore. Si legge sulla quarta di copertina:

Il commissario Kostas Charitos legge solo dizionari. Lotta quotidianamente contro i bancomat. E’ sposato, la figlia se ne è andata di casa e per la moglie la televisione è l’unica consolazione. Odia i giornalisti, soprattutto la bella Ghianna Karaghiorghi, che si fa beffe di lui a ogni conferenza stampa. E vive ad Atene, una metropoli sospesa tra Oriente e Occidente, passato e presente, così simile e così diversa da una grande città italiana. Una metropoli che è teatro di una serie di delitti sanguinosi, in cui si incrociano immigrati clandestini ed ex spie dell’Europa dell’Est, trafficanti d’organi e cronisti troppo curiosi. E Charitos deve dire addio alla sua pigra routine.
”Ultime della notte”, pubblicato con grande successo in Grecia, Francia e Germania, segna la nascita di un personaggio indimenticabile, un poliziotto cinico e umano, scontroso e disarmato, alla ricerca di una verità nascosta in un mondo sempre più inafferrabile.

Non conoscevo i polizieschi di Markaris (Ultime della notte è solo il primo episodio di una serie di gialli con protagonista il commissario Kostas Charitos) e devo, a mia volta, la conoscenza di questo libro al consiglio di un altro lettore appassionato. Ne sono rimasto colpito sin dalle prime pagine, per la vena di ironia a volte amara che caratterizza Charitos e l’ambientazione della storia in una città che ho conosciuto da poco: Atene. Nella mia personalissima classificazione “vale il cartaceo” (compro il cartaceo solo se il libro mi è piaciuto molto, altrimenti leggo in digitale e non occupo spazio in casa). Peraltro vi portate a casa un ottimo libro a poco più di 10 euro.

2) Luca Wu Vice Questore a Tor Pignattara, Roma.

La seconda idea che propongo riguarda Il Cinese di Andrea Cotti, Nero Rizzoli. Sono il vicequestore aggiunto Luca Wu, ho trentaquattro anni, e sono nato in Italia da genitori cinesi. Sono italiano e sono cinese. A me è bastato leggere questo e scoprire che la vicenda si snodava tra Esquilino, Garbatella e Tor Pignattara, nella Roma cinese che un po’ conosco.

Così lo presenta la casa editrice:

Luca ha un distintivo della polizia e un cognome che suona strano. Luca Wu è il primo vicequestore italiano di origini cinesi, ed è in forza al commissariato di Tor Pignattara, Roma Est, quartiere dagli intrecci multiculturali, crocevia di popoli e storie. Grande è la confusione sotto il cielo della Capitale, ma la situazione è tutt’altro che eccellente. E quando proprio a “Torpigna” due rapinatori ammazzano un commerciante cinese insieme alla sua bambina, gli eventi precipitano. Adesso c’è un grosso guaio nella Chinatown romana e per risolverlo serve uno sbirro come Wu. Figlio ribelle e marito infedele, esperto di kung fu e seduttore incallito, il vicequestore inizia a indagare nell’universo parallelo di una comunità tanto radicata quanto impenetrabile, misurandosi con i dubbi sulla propria appartenenza. Tra laboratori clandestini e banche segrete, inconfessabili connivenze e diaboliche speculazioni, finirà per scontrarsi con il potere delle famigerate Triadi e con il progetto di morte di un’oscura mente omicida.Nelle pieghe di un poliziesco dal ritmo incalzante, Andrea Cotti dà forma ai fantasmi dell’oggi, battendo l’invisibile “Via della seta” che, dall’Esquilino a Tor Tre Teste, si snoda nella metropoli, ed esplora il regno dei nuovi padroni venuti dall’Oriente, al tempo in cui il profitto è l’unica cosa che conta e la vita umana non ha più valore.

Il libro si legge molto facilmente (anche questa proposta per me “vale il cartaceo”), è lungo (oltre 500 pagine) ma non accusa mai cali, vuoi andare avanti, devi arrivare in fondo. L’autore è anche sceneggiatore di L’ispettore Coliandro, e Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio ed è bravissimo a rendere una comunità molto radicata nella Capitale ma della quale, in fondo, si sa poco. Saranno gli occhi, l’abilità, i modi e i dubbi personali di Luca Wu, uno sbirro abilissimo che non si sente né del tutto italiano né cinese, a dipanare l’intreccio ed a gettare luce sul mondo delle Triadi, la mafia cinese. Mi è piaciuto per il realismo delle ambientazioni, l’utilizzo del gergo da polizia e perché aiuta a capire le dinamiche tra i diversi reparti investigativi e la magistratura. E poi perché sono protagoniste le due città con le quali ho avuto più a che fare nella mia vita (a parte Pescara): Bologna e Roma. Ho letto su twitter che Cotti è già al lavoro per un’altra indagine di Luca Wu e che molto probabilmente dal giallo sarà tratta una serie tv. Ottimo.

3) Il Vicequestore Giovanna Guarrasi, Catania.

La terza proposta di lettura è Sabbia Nera di Cristina Cassar Scalia, Einaudi. Mi ha attratto perché la protagonista era una donna: Testarda, scontrosa, tormentata dalla morte del padre e dalla fine di una relazione difficile; appassionata di vecchi film e amante della buona tavola: il vicequestore Vanina Guarrasi è semplicemente formidabile, si legge sul sito EinaudiMi ha fatto venire voglia di scoprire Catania, mi sono sentito subito dentro ad un mondo affascinante, fatto di dialetto, mare, sabbia vulcanica, cibo, film.

La scrittrice Cristina Cassar Scalia
La scrittrice Cristina Cassar Scalia

Resta un libro dalla trama non banale, con numerosi personaggi tutti ben tratteggiati e vari colpi di scena. Una lettura molto godibile, senz’altro “vale il cartaceo”. Del libro sono stati già opzionati i diritti per cinema e tv, il giallo scritto dal medico catanese Cristina Cassar Scalia è già prontissimo per entrare nelle case degli italiani. Io sono rimasto affascinato dal 39enne vicequestore Vanina Guarrasi perché, ogni tanto, nel libro ho trovato cose così:

Il vecchio cinema italiano, meglio se d’autore, era la passione del vicequestore Guarrasi. Ma i film girati in Sicilia erano quasi una mania. Li collezionava da anni, possibilmente nelle loro versioni integrali, anche i più rari e difficili da trovare, anche quelli che di siciliano non avevano che una singola scena. Ne aveva già messi insieme centoventisette, e non era stato semplice.

Oppure

Vanina pensò che se un uomo si fosse permesso quel tono con lei, si sarebbe beccato un «vaffanculo» entro dieci secondi.

E, soprattutto:

Buonasera Sebi – Fece in tempo a salutare, prima che quello le allungasse da dietro il bancone un grissino al sesamo con avvolta una fetta di prosciutto crudo. -Assaggiassi ‘stu gambuccio di Parma, che si scioglie in bocca. Con un vago senso di colpa, Vanina accettò in due minuti tre assaggi diversi, tutti da standing ovation. Il prosciutto, poi un salamino di maialino nero dei Nebrodi e per finire un pezzetto di caciocavallo ragusano stagionato nel Nero d’Avola. Era inutile prendersi in giro: la dieta non era cosa sua. Si portò a casa un etto di crudo, una mozzarella di bufala proveniente dagli allevamenti ragusani, che arrivava solo due volte a settimana, e mezza forma di «cuccidato di San Giovanni», un pane casereccio a forma di ciambella cotto nel forno a pietra, arrivato con l’ultima sfornata della sera e ancora tiepido.

Un cocktail di passione per il cinema, carattere e amore per il cibo a cui, io, non saprei resistere.

Vi ho fatto tre proposte, in fondo sono anche tre idee regalo. Buona lettura.

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