Un disco prezioso

Quasi tre anni. È già passato tanto tempo senza che me ne rendessi conto, probabilmente per autodifesa. Poi, l’altro ieri, la pubblicazione di Prezioso, un disco inaspettato, risveglia tutto il dolore per la sua scomparsa e la forte nostalgia per le canzoni di Gianmaria Testa, per quello che avrebbe potuto scrivere e creare e non è stato. Lo stesso sentimento che ho provato quando morì Troisi, e che da allora non mi ha mai lasciato.

la forte nostalgia per le canzoni di Gianmaria Testa

L’inedito.

La forte nostalgia per le canzoni di Gianmaria Testa si è rifatta viva al primo ascolto su Spotify di un disco Prezioso, di nome e di fatto. Aperto da un inedito molto intenso, Povero tempo nostro, che «era diventato impossibile tenere solo per me, era necessario condividerlo con quelli che hanno amato e amano Gianmaria». Così Paola Farinetti, sua moglie. A lei ed all’ingegnere del suono Roberto Barillari, si deve la pubblicazione di questo splendido lavoro postumo. Fatto di registrazioni casalinghe, spesso catturate in maniera semi-professionale e scritte per collaborazioni con altri artisti. «Poveri questi giorni di magra umanità / che passa i giorni / e li sfinisce/ Lascia che torni il vento / e con il vento la tempesta / e fa che non sia per sempre/ il poco tempo che ci resta». Ecco il video firmato da Silvia Luzi e Luca Bellino, girato nel “cimitero delle barche” di Fiumicino.

Vi segnalo alcune chicche del disco:

– l’interpretazione de La tua voce, un vecchio brano di Gianmaria in una versione molto riuscita a due voci con la cantante portoghese Bia Krieger;

Anche senza parlare una canzone del 2014, scritta per Mauro Ermanno Giovanardi che voleva portarla al Festival di Sanremo dell’anno successivo. «A Sanremo non arrivò mai, era “troppo intellettuale”: ma per Gianmaria era quasi un sollievo» si legge nelle note di presentazione del disco;

testa

– il brano Post Moderno Rock, scritto per Paolo Rossi. Qui Gianmaria scherza e si fa beffe di social network, selfie, l’ultimo modello di smartphone, e descrive un mondo tutto digitale senza ideologia o valori, con la politica raccontata dentro i tweet. Questo il testo.

la meccanica quantistica del rusco interinal
e la legge che governa l’algoritmica del Pil
le carote biotransgeniche e la carne al pentothal
dentro i piatti di allumino della mensa comunal
farsi un selfie sulla spiaggia fra barconi e minislip
da postare su Facebook
(col Photoshop)

post-moderno rock
post-moderno rock

le manovre del governo raccontate dentro ai tweet
che se passa la fiducia poi diventano uno spot
stare in casa quando piove perché aumentano lo spread
stare in casa chiusi a chiave come l’ultimo dei nerd
e guardare giù per strada se succede un altro crash
da postare su Facebook
(la foto-shock)

post-moderno rock
post-moderno rock

far la fila sotto il sole perché vendono l’ iPhone
o bruciarsi la pensione dentro un bar a slot-machine
e di sera addormentarsi mentre parla l’anchorman
con l’esperto che da Londra gli racconta qual è trend
non c’è un cane che mi ascolta ma ho tre amici su Facebook
quasi quasi cambio look
(col Photoshop)

post-moderno rock
post-moderno rock

– il brano Merica merica «una canzone popolare che è stata interpretata anche da Caetano Veloso che Gianmaria cantò accompagnandosi con il dobro e l’armonica. Si sente dietro l’incomparabile voce di Giuseppe Battiston che legge alcune delle lettere piene di nostalgia che gli emigranti italiani scrissero alle loro famiglie che rimasero in patria». Un brano che mi ha commosso: ho pensato al fratello di mia nonna emigrato in America, a quel giorno del 2004 quando, nelle banche dati di Ellis Island, a New York, ho trovato la sua storia ed il piroscafo con il quale era partito da Atessa, Abruzzo, Italy con due cassapanche di latta e un carico di speranze. Ho fatto in tempo a conoscerlo, da Guglielmo era già diventato William, lo zio William. 

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