Buono eroico biologico

Lo dico subito, non sono un sommelier. Se oggi vi parlo di un vino è per due motivi: sono un sincero appassionato ed è una bottiglia che ho apprezzato molto, anche per quello che c’è dietro e prima, e per essere frutto di una viticoltura di montagna. Mi piacciono le cose non scontate, quelle che devi conquistare con fatica, ostinazione, forza di volontà, passione.

Così non correte il rischio che io dedichi le prossime 30 righe a segnalarvi sentori di ceralacca, idrocarburi o pipì di gatto (caratteristica effettiva, questa, di un Sauvignon). O improbabili odori di cassetto chiuso (con la carta dentro, come usava mia nonna, a quadretti: lo dissi in un corso di degustazione di Slow Food, per sdrammatizzare alcune affermazioni di corsisti carichi di entusiasmo).

Grosjean Petite Arvine Vigne Rovettaz 2017

Vi parlo di un bianco che ho apprezzato molto e che appartiene ad una tipologia di coltivazione che può definirsi «eroica» perché praticata in territori estremi, con l’utilizzo di attrezzature e macchinari dedicati. Dietro i 50 anni di attività festeggiati a maggio 2018 dall’azienda Grosjean, c’è una scelta di passione e fatica, la voglia di dare il meglio con la viticoltura di montagna e la certificazione biologica.

Vigneti di GrosJean, ogni bottiglia è frutto di una frutto di una viticoltura di montagna
Vigneti di GrosJean, l’azienda è situata sul confine dei Comuni di Quart e Saint Christophe in Valle d’Aosta

Il bianco è il Grosjean Petite Arvine Vigne Rovettaz 2017, Valle D’Aosta. Il vitigno Petite Arvine, oltre che di questa piccola porzione d’Italia, è caratteristica solo della Svizzera, dove per tradizione lo si vinifica lasciando un leggero residuo zuccherino. In Valle D’Aosta fu introdotto dal canonico Joseph Vaudan, verso la metà del secolo scorso.

È coltivato su un terreno roccioso e pietroso, di origine glaciale. Nella completissima etichetta del Grosjean si legge che le vigne Rovettaz sono a 550 metri sul livello del mare, in forte pendenza, con esposizione Sud; e godono di un clima asciutto e ventilato. L’azienda è situata sul confine dei comuni di Quart e Saint-Christophe, segue tecniche colturali profondamente legate al rispetto dell’ambiente: dal 1975 non effettua trattamenti insetticidi e acaricidi, usa solo concimi di origine organica, tiene a specificare in etichetta che l’energia utilizzata in cantina proviene dal sole.

Grosjean vinifica in bianco a temperatura controllata, con lunga permanenza sulla feccia di fermentazione e ripetuti “batonnage” (una leggera agitazione del vino, per rimettere in sospensione i lieviti che si sono depositati sul fondo della barrique, lo scopo di questa operazione è conferire al vino maggiori profumi e intensità di sapore). Vi posto un video di 1 minuto per capire cosa succede.

Cosa mi è piaciuto e chi lo produce.

Io ho trovato il Petite Arvine Vigne Rovettaz 2017 sapido e acido al punto giusto, in grado di accompagnare brillantemente la mia insalata di mare. Nell’etichetta si segnalano «colore paglierino brillante, profumi intensi, note floreali e sensazioni di agrumi, in particolare pompelmo rosa».  Mi ha lasciato la voglia di scoprire altri vini dell’azienda (ad esempio il Fumin) o della Valle D’Aosta ma, soprattutto, il desiderio di andare a conoscerli, apprezzando molto il frutto di una viticoltura di montagna.

Chi lo produce: la famiglia Grosjean. «Dal 1781 da Fornet, piccolo villaggio della Valgrisenche, ormai sepolto dall’acqua della diga di Beauregard, scendevano i nonni materni fin qui ad Ollignan per rifornirsi del vino e delle castagne per superare i lunghi inverni montani. Fu poi nel 1969, stimolato dall’amico Pino Albaney, che Papà Dauphin iniziò ad imbottigliare il proprio vino per presentarlo alla “IIe Exposition des Vins du Val d’Aoste”. Proprio questa fiera stimolò l’iniziativa che portò l’azienda dai 3.000 Mq di vigneto agli attuali 10 ettari, coinvolgendo nell’attività i 5 figli.» Nel video la faccia e le idee di uno dei fratelli Grosjean: ho sempre ritenuto una buona abitudine non fermarsi alla bottiglia (o al formaggio, ecc) ma scoprire qualcosa di chi produce.

Petite Arvine Vigne Rovettaz 2017 frutto di una viticoltura di montagna

La bottiglia che ho aperto e mi ha dato lo stimolo di scrivere questo post. Le sono stati attribuiti i Tre Bicchieri dal Gambero Rosso.

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