Il più grande Vedutista

Di lui, il più grande Vedutista di tutti i tempi, conoscevo fino a qualche giorno fa solo alcune cose: che era partito dalle scenografie teatrali prima di esprimersi nel disegno pittorico e che era riuscito nell’impresa che ha sempre spaventato i più grandi, ritrarre la bellezza quasi irreale di Venezia.  Qualche secolo dopo perfino Monet avrebbe affermato, rinunciando, che era «troppo bella per essere dipinta». Lui, Antonio Canal, il Canaletto, nato proprio nella città lagunare nel 1697, non si è mai fatto intimidire.

Il più grande Vedutista, il Canaletto: Canal Grande da Palazzo Balbi a Rialto
Canaletto, Il Canal Grande da Palazzo Balbi a Rialto, olio su tela, databile al 1722.

Poi ho scoperto altro. Che aveva un nipote, Bernardo Bellotto, anche lui affermatosi come grande Vedutista; e che è morto povero, lasciando in eredità solo qualche vecchio oggetto e qualche quadro. Eppure era considerato il pittore più caro ed esigente, ed i suoi quadri, già all’epoca, valevano un patrimonio. Come avrà speso i suoi soldi?

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Ma soprattutto ho scoperto qual è il segreto del Canaletto, il punto di partenza per realizzare le sue ampie e dettagliatissime vedute di Venezia, ricche di sorprendenti particolari architettonici e di vita quotidiana, la tecnica di base sulla quale ha innestato il suo talento unico. Come altri pittori settecenteschi (che non hanno mai raggiunto le sue vette raffigurative), utilizzava la camera ottica, «una sorta di macchina fotografica primordiale in cui il pittore, dopo essersi coperto testa e spalle con un telo in modo da isolarsi dalla luce, ricalcava le linee e le prospettive degli edifici. Il tutto, mediante una lente, veniva proiettato al contrario su di un foglio e successivamente, dopo essere stato ingrandito in scala, il disegno veniva trasferito su tela».  Naturalmente poi ci vuole il Canaletto, con i suoi riflessi, la sua incredibile abilità nel gioco luci-ombre, il perfetto uso della prospettiva.

Ma tutto è partito da una macchina fotografica primordiale. Mi è più simpatico, da oggi, il più grande Vedutista.

La mostra a Palazzo Ducale.

Ve ne parlo perché ho visto alcune sue tele a Venezia, nel Palazzo Ducale. Fino al 9 giugno, proprio nelle sale appartamento del Doge, è allestita la mostra Canaletto e Venezia. Si legge nelle note di presentazione: «Il Settecento veneziano con le sue luci e ombre si snoda lungo le sale di Palazzo Ducale, nel racconto di un secolo straordinario e del suo protagonista: Giovanni Antonio Canal, il Canaletto. Una stagione artistica di grande complessità e valore, di eccellenze nel campo della pittura, della scultura, delle arti decorative. Fin dal suo inizio il 700 si mostra come un secolo di enorme vitalità e grandi cambiamenti, nel linguaggio dell’arte, nella storia delle idee e delle tecniche, nella vita sociale». 

Il più grande Vedutista, il Canaletto: bacino di San Marco
Canaletto, Il bacino di San Marco, olio su tela, databile attorno al 1738

Metti un giorno a Venezia: un programmino in cinque mosse.

1) vedere la mostra sul Canaletto (a questo link potete acquistare i biglietti saltando la fila) e, uscendo, soffermarsi sulla sommità della Scala dei Giganti: è il luogo dove veniva incoronato il Doge;   2) veloce sguardo al Ponte dei Sospiri ma più che altro alle pose “da foto a Venezia” dei turisti di tutto il mondo;   3) passeggiata lungo Riva degli Schiavoni fino a via Garibaldi con piccola deviazione intermedia per vedere l’Arsenale;   4) Spritz, rigorosamente con il Select, mi raccomando, dal momento che siete nel Sestiere Castello e che la distilleria Pilla è nata proprio lì;   5) giro di cicheti in (almeno) due bacari.

La felicità, nella città del Canaletto, può essere un’idea semplice.

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