Quel che ho capito sull’Amicizia

«La parola è stata banalizzata. Si dice, per esempio: “Sono amici”. Se si guarda un po’, si scopre che si tratta semplicemente di colleghi che troviamo simpatici. Si è in effetti cercato di utilizzare parole differenti per le differenti forme di amicizia: cameratismo, relazione, compagnia, ma dobbiamo riconoscere che spesso si parla di amicizia laddove non ci sono che relazioni superficiali, leggere, senza conseguenze».  L’occasione per riflettere attorno ad un tema che coinvolge tutti noi, sin dai primi anni di vita, mi è data dalla lettura di un breve libro-saggio, non più di 80 pagine, dello scrittore marocchino, tradotto in tutto il mondo,  Tahar Ben Jelloun. Provo a dire ai lettori di questo piccolo blog quel che ho capito sull’Amicizia. L’impresa è ardua, ne sono consapevole. Soprattutto perché si tratta di un sentimento che per ognuno di noi è necessario e, nel contempo, assume sfumature diverse. Ma ho deciso di provare. Ugualmente.

Quel che ho capito sull'amicizia leggendo Tahar Ben Jelloun
Lo scrittore Tahar Ben Jelloun. Il suo libro “L’Amicizia” è edito in Italia da Einaudi.

Scrive Tahar Ben Jelloum «Malintesi consapevolmente intrattenuti, interpretazioni fallaci, appropriazione indebita di un sentimento, errori di valutazione, divergenze di punti di vista, l’amicizia soffre di tutto ciò; è la cosa al mondo peggio compresa». Lo credo anch’io, meglio che la riflessione muova da una base solida: la definizione di Amicizia.

Un sentimento vicendevole fra pari.

Nel grande dizionario della lingua italiana, il Battaglia, viene definita il «sentimento vicendevole di affetto, comprensione o fiducia (conciliato da consuetudine di vita in comune e da affinità di carattere, interessi, aspirazioni), fra persone che sono o, in forza di questo sentimento, si considerano pari, riconoscendosi gli stessi diritti e doveri reciproci».

Quel che ho capito. 

√   Ha ragione Tahar Ben Jelloum quando dice che «l’Amicizia non può esistere senza disponibilità reciproca». A volte è l’impossibilità a concedersi all’altro, anche solo in un determinato periodo della vita, a farla inesorabilmente naufragare.

√   La gelosia, la rivalità, il rancore, la meschinità, l’invidia, l’interesse. «Tutto ciò non ha molto a che vedere con l’Amicizia, ma basta che uno di questi sentimenti si manifesti perché l’Amicizia si offuschi e scompaia», così lo scrittore marocchino.  Il Battaglia rafforza il concetto con una citazione di Benedetto Croce: «L’amicizia consiste tutta in quel reciproco legame delle anime. E per questo essa è un istituto morale, il cui significato e valore sta nella realtà del disinteresse nell’uno o nell’altro, nel sentirsi sollevati dall’utilitarismo». Ricordo anche il fulminante (e da me adorato) Groucho Marx: «Nessuno è completamente infelice del fallimento del suo miglior amico».

√   L’Amicizia cambia con il tempo. È inevitabile. «I suoi cerchi si allargano. Quelli che quando avevamo vent’anni erano nel primo cerchio, si ritrovano, dieci o venti anni più tardi, allontanati o addirittura dimenticati. E queste trasformazioni avvengono spesso senza tradimenti né drammi». (TBJ)

√   Le ferite in Amicizia sono inconsolabili. Siete mai riusciti veramente a perdonare quando un amico ha abusato della vostra fiducia?

Quel che ho capito dell'Amicizia

√   «Rispettare una donna vuol dire poter pensare all’amicizia con lei; ciò che non esclude il gioco della seduzione e addirittura, in certi casi, il desiderio e l’amore» (TBJ). Per me è possibile essere molto amici di chi ami, i due sentimenti si possono anzi devono integrare. E quando succede, si vive un momento prezioso. Molti lo escludono: «Se aveva respinto o creduto di respingere la donna, era anche perché sentiva per lei una certa amicizia. Amicizia che copre l’amore come la veste il corpo nudo» (Grazia Deledda).

√   «L’infanzia e l’adolescenza non assicurano automaticamente un marchio di qualità all’amicizia. Il tempo può essere importante, ma non è sufficiente. Sono le prove della vita che formano le relazioni, nel bene e nel male». (TBJ)  Chi è riuscito a portare avanti lo stesso livello di amicizia con persone che quando la vita ha mostrato il suo lato più duro non c’erano? Soprattutto se non c’erano per futili motivi.

√   L’Amicizia non si mendica, viene da sola. Inutile insistere.

√  Si riesce ad essere amici veri solo con uomini o donne come noi. La condivisione di valori, comportamenti, filosofia di vita segnano un confine, chiaro. «Essere onesto può non farti avere tanti amici, ma ti farà avere quelli giusti». (John Lennon)

√   Gli amici vanno lasciati liberi, senza condizionamenti o aspettative (se non minime). «Né lui | né io | ci siamo resi conto | che la nostra amicizia era piena di curve. Raddrizzarla | sarebbe stato sacrilegio» (Cecilia Casanova, poetessa di Santiago del Cile).

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