Un romanzo potente e generoso

L’amore di tutta una vita, le incertezze e le convinzioni della giovinezza, il ritorno alla terra e la fede assoluta nell’ambientalismo, la necessità di dare un significato al proprio vivere accompagnata dal quel senso di onnipotenza che solo l’età adulta riesce a placare. Ancora: il desiderio-ossessione di avere un figlio e un certo tipo di religione. Il lettore di “Divorare il cielo” trova tutto questo e la Puglia come scenario. Un romanzo potente e generoso, mi convince la definizione della quarta di copertina di Einaudi. Di certo, la storia raccontata da Paolo Giordano non lascia indifferenti.

Divorare il cielo un romanzo potente e generoso

Lo spunto narrativo.

Teresa ogni anno si reca in Puglia per trascorrere, lontano da Torino, le vacanze nella masseria della nonna, a Speziale, pochi passi da Fasano. Una notte entrano di nascosto nella proprietà tre ragazzi che si tuffano nudi in piscina: lei, poco più che bambina, li osserva di nascosto ed è attratta da loro in modo istintivo, quasi animalesco, forse perché lontani dal suo universo borghese, da un certo noioso grigiume che ben conosceva. Rimarrà colpita, fin dal primo sguardo, soprattutto da Bern, dalla sua visione a volte anarchica della vita, sempre istintiva, socialmente non definita. Il loro sarà un amore estivo ma di quelli che ti segnano, che ti prendono la mente oltre che il cuore e che durano decenni.

L’autore.

Nato a Torino, scrittore e fisico, molti lo ricordano per La solitudine dei numeri primi (Mondadori 2008, Premio Strega e Premio Campiello Opera Prima), dal quale Saverio Costanzo ha tratto il film disponibile su Netflix con Alba Rohrwacher  e Luca Marinelli.

Qui potete ascoltarlo mentre parla del romanzo. In particolare di un passaggio molto significativo della storia: quando il desiderio di avere un figlio riempie la vita dei due protagonisti ma la connota di sofferenza. «La natura che loro avevano sempre idolatrato non li accontenta. Accade, come spesso succede, che Teresa e Bern sono disponibili a perdere qualunque coerenza pur di appagare il loro desiderio. Nel romanzo una domanda di fondo: ma cosa è rimasto di naturale oggi?»

Io l’ho letto così.

Mi sono avvicinato al romanzo attraverso la voce di Alba Rohrwacher, attrice che stimo molto (Divorare il cielo è su Audible, edito da Emons edizioni). Nei giorni seguenti la sua voce mi ha fatto compagnia, era adattissima ad una storia che scorreva sul racconto di una ragazza, Teresa. In questo video potete ascoltare Alba alle prese con l’incipit del libro.

Sugli audiolibri lei ha recentemente dichiarato alla rivista Marie Claire: «Quando registri un audiolibro è tutto diverso, il lavoro sul personaggio arriva ad altri livelli di profondità. In un film o a teatro l’attore può prestare al personaggio il corpo, il viso, le espressioni. Quando leggi, per incarnarlo puoi usare solo una parte degli strumenti, anzi, uno solo. In quei momenti penso a chi non ha a disposizione tutti i sensi e deve sviluppare di più quelli che ha. La voce diventa fondamentale, attraverso la voce si deve compensare tutto il resto. A me piace leggere libri ad alta voce, è un’operazione faticosa ma l’intimità che si crea col testo è totale. Come ho già detto, continuo a ripetere questo tipo di esperienza anche perché mi trovo bene con le persone con cui lavoro. Avevo già letto Divorare il cielo ma le sensazioni di leggere un libro per gli altri sono diverse dal leggerlo per se stessi. Si deve cercare di restituire il più possibile le sensazioni, a chi ascolterà, mentre sono in una stanza dalle luci basse, col microfono davanti, in una bolla in cui si perde il contatto con la realtà esterna».

Anche voi leggete un libro ad alta voce? Io lo faccio spesso, ogni volta che mi sembra utile per capire meglio.

La citazione.

C’è sempre molto da conoscere della vita di qualcun altro, Teresa. Non si finisce mai. E a volte sarebbe meglio non iniziare affatto.

Un’ultima cosa: dopo aver ascoltato l’Audiolibro, ho deciso di comprare il Libro. Mi piace averlo, so che rileggerò questo romanzo potente e generoso in forma più tradizionale.

Divorare il cielo, un romanzo potente e generoso è ambientato a Speziale
Un’immagine di Speziale, Fasano, luogo di principale ambientazione di Divorare il cielo di Paolo Giordano

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