Nella tua vita addizione o crescita?

«Ecco un’altra delle nostre paure: che la Vita potesse rivelarsi diversa dalla Letteratura». È la prima frase che ti colpisce allo stomaco de Il senso di una fine, dello scrittore inglese Julian Barnes. Un libro condensato in 150 pagine che scorrono fluide, costellate di riflessioni e di interrogativi acuti e per questo senza facile risposta. Un romanzo breve o un racconto lungo, premiato con il prestigioso Booker Prize 2011, con un finale più aperto di quello che sembri. La riflessione principale che propone al lettore è: nella tua vita addizione o crescita?

Ne Il senso di una fine di Julian Barnes riflessioni su la differenza tra addizione e crescita nella propria vita
Lo scrittore britannico Julian Barnes

Intendo dire che quel che mi ha realmente interessato, forse perché ho superato da un po’ la boa dei 50, non è la storia di Tony e l’ex fidanzatina Veronica o il rapporto tra lui e “il più brillante dei compagni di scuola” Adrian, ma i tanti interrogativi esistenziali, spesso spietati, che procedendo nella lettura, incontri. Quando il libro passa dal racconto dell’adolescenza e della maturità ad affrontare quella parte dell’esistenza nella quale percepisci come possibile e vicina la fine di tutto.

Nella tua vita addizione o crescita? 

Ad esempio, la teoria dell’accumulo: «Procediamo a casaccio, prendiamo la vita come viene, ci costruiamo a poco a poco una riserva di ricordi. Ecco il problema dell’accumulo, e non nel senso inteso da Adrian, bensì nel semplice significato di vita che si aggiunge a vita. E, come ricorda il poeta, c’è differenza tra addizione e crescita. La mia esistenza si era sviluppata o solo accumulata?». E ancora: «Se Tony si fosse adattato con meno passiva pacificazione a ciò che in un primo momento chiamò essere felice e più tardi sapersi accontentare».

Quanti di noi, per paura o semplice incapacità caratteriale, hanno preferito l’anestetizzante rifugio di percorsi quieti, quando avremmo avuto bisogno di altro, e disperatamente?  Altra citazione: «Ci fu un momento quando ero ormai prossimo ai trenta, in cui dovetti riconoscere lo spegnersi definitivo di ogni ipotesi avventurosa. Non avrei mai attuato le imprese sognate da ragazzo. In compenso, tosavo il prato di casa, andavo in vacanza, facevo la mia vita».

Alcune ulteriori suggestioni.

Sul rapporto con la propria donna e le insicurezze della vecchiaia: «Quando la gente dice: “Quella è una bella signora” di solito intende “Una volta era una bella signora”. Ma quando lo dico di Margaret, lo penso sul serio. Lei ritiene – anzi sa – di essere cambiata, ed è vero, anche se meno ai miei occhi che a quelli di chiunque altro. […] La metterei in questi termini: lei vede solo quello che se ne è andato; io, solo quello che è rimasto. […] È negli occhi che abbiamo incontrato l’altro ed è lì che ancora lo troviamo».

La quarta di copertina de Il Senso di una fine di Julian Barnes
La quarta di copertina de Il Senso di una fine di Julian Barnes, Einaudi Super ET

Sul tempo e la memoria: «Viviamo nel tempo, il tempo ci forgia e ci contiene, eppure non ho mai avuto la sensazione di capirlo fino in fondo. […] Esiste al mondo una cosa più ragionevole di una lancetta dei secondi? Ma a insegnarci la malleabilità del tempo basta un piccolissimo dolore, il minimo piacere. Certe emozioni lo accelerano, altre lo rallentano». Ancora: «Con quale frequenza raccontiamo la storia della nostra vita? Aggiustandola, migliorandola, applicandovi tagli strategici? E più avanti si va negli anni, meno corriamo il rischio che qualcuno intorno a noi ci possa contestare quella versione dei fatti, ricordandoci che la nostra vita non è la nostra vita, ma solo la storia che ne abbiamo raccontato. Agli altri, ma soprattutto a noi stessi». Equivale a dire che di ogni evento che abbiamo vissuto, per ogni dolore che ci ha cambiati o per ogni gioia che ci ha gratificati, c’è la possibilità di un’altra lettura, un altro punto di vista.

Sul rapporto con la figlia: «Con Susie vado d’accordo. Abbastanza, comunque. È solo che la nuova generazione non sente più il bisogno, e nemmeno il dovere, di mantenersi in contatto. Almeno non di “mantenersi in contatto” nel senso di “vedersi”».

Time is on my side.

Il brano dei Rolling Stones, Time is on my side, si insinua spesso nel racconto, con un effetto malinconico e straniante. Il tempo, senza dubbio uno dei temi principali de Il senso di una fine.

Time is on my side, yes it is – Il tempo è dalla mia parte, si lo è
Time is on my side, yes it is – Il tempo è dalla mia parte, si lo è

Now you always say – Ora tu dici sempre
That you want to be free – Che vuoi essere libera
But you’ll come running back (said you would baby) – Ma tornerai correndo (ho detto che avresti)
You’ll come running back (I said so many times before) – Tornerai correndo (l’ho detto molte volte)
You’ll come running back to me – Tornerai correndo

Oh, time is on my side, yes it is – Il tempo è dalla mia parte, si lo è
Time is on my side, yes it is – Il tempo è dalla mia parte, si lo è

You’re searching for good times – Stai cercando tempi migliori
But just wait and see – Ma aspetta e guarda
You’ll come running back (I won’t have to worry no more) – Tornerai correndo (Non mi dovrò più preoccupare)
You’ll come running back (spend the rest of my life with you, baby) – Tornerai correndo (passerò il resto della vita con te)
You’ll come running back to me – Tornerai correndo

Go ahead, go ahead and light up the town – Vai avanti e riaccendi la città
And baby, do everything your heart desires – E piccola, fai tutto quello che il tuo cuore desidera
Remember, I’ll always be around – Ricorda, io sarò sempre lì intorno
And I know, I know – E io so, io so
Like I told you so many times before – Come ho detto tante volte prima
You’re gonna come back, baby – Tu tornerai, baby
‘Cause I know – Perchè io so
You’re gonna come back knocking – Tornerai bussando
Yeah, knocking right on my door – Si, bussando alla mia porta
Yes, yes! – Si, si!

Well, time is on my side, yes it is – Beh, il tempo è dalla mia parte, si lo è
Time is on my side, yes it is – Il tempo è dalla mia parte, si lo è

‘Cause I got the real love – Perchè io ho il vero amore
The kind that you need – Del tipo di cui hai bisogno
You’ll come running back (said you would, baby) – Tornerai correndo (ho detto che avresti…)
You’ll come running back (I always said you would) – Tornerai correndo (ho sempre detto che l’avresti fatto)
You’ll come running back, to me – Tornerai correndo, da me

Yes time, time, time is on my side, yes it is – Si, il tempo, il tempo è dalla mia parte, si lo è

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