Ricomincio da Tre #1

“Forse la musica è la cosa più vicina all’amore. Ti eleva. Personalmente mi dà le emozioni più vicine a quelle che provo quando mi sento innamorato”. Attribuita a Ludovico Einaudi, mi ha stimolato ad avviare una nuova rubrica nel mio piccolo blog. Il nome è, in tutta evidenza, un omaggio a Troisi ma anche alla musica, alla sua capacità di aiutarci a ripartire nella vita. Nella rubrica 1 post 3 brani 3 didascalie. Alla ricerca di quel tipo di emozione. 

Talentuoso polistrumentista, di Chicago, ex giornalista del New York Times, Andrew Bird ha pubblicato da poco un album molto bello. Ne è consapevole, al punto da chiamarlo “My Finest Work Yet”. Vi segnalo il brano che apre l’album, Sisphus, nel quale l’eccellente violinista dà sfoggio anche delle sue (notevoli) abilità di fischiatore. Si può definire la sua musica? Forse è una commistione di folk e jazz con arrangiamenti seventies. Pensate che il disco è stato registrato dal vivo in studio. Si sente, e mi piace.

è tornato Fossati. Nel nuovo album di Fiorella Mannoia firma “Penelope”, un brano dallo stile inconfondibile scritto dal cantautore genovese dopo il suo ritiro dalle scene. Ha detto la cantante: “Ivano non è mai mancato in questi anni, nei miei dischi. In passato aveva anche scritto musica su un mio testo. ‘Penelope’ invece è proprio sua, è una sorta di ritorno al futuro che mi riporta ai tempi di ‘Panama’, è un Fossati quasi d’annata che racconta una donna che aspetta il suo Ulisse, con pazienza e caparbietà. Ha uno stupendo assolo di fisarmonica di Antonello Salis: è una canzone che sarà divertente da suonare dal vivo”. 

Ritorna in auge il brano più famoso di Enzo Carella, cantautore che conquistò una certa popolarità verso la fine degli anni ’70 per rimanere però, negli anni, sottovalutato. Malàmore è stato scritto nel 1977, in coppia con il paroliere Pasquale Panella (quello che lavorò con Battisti). Qui pubblico la versione 2019 del brano, incisa da Riccardo Sinigallia ed inserita nella colonna sonora de Lo spietato, il film prodotto da Netflix con Riccardo Scamarcio (lo avete visto?).
Qualcuno ha detto: Panella era il paroliere perfetto per uno come Enzo Carella, assolutamente lontano dalla retorica cantautorale, un poeta assurdista che accettava la sfida di sovvertire definitivamente i canoni fra testo e musica. A me, appena adolescente, divertiva. Grazie a Netflix lo sto riscoprendo.

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