Cose serie #4: When they see us

Cose serie, rubrica di trecento parole per gli otto milioni di italiani che utilizzano il videostreaming, quindi Netflix ma non solo. Non si turbino i puristi: indietro non si torna, anche questo è cinema. Una promessa doverosa: leggete tranquilli, niente spoiler.

When they see us racconta il rischio di un certo modo di fare giustizia
Jharrel Jerome è molto convincente nel personaggio di Korey Wise

Perché vedere When they see us

Una produzione originale Netflix di ottimo livello, scritta e interamente diretta da Ava DuVernay, che racconta il rischio di un certo modo di fare giustizia. In quattro episodi, che è giusto definire “mini film”, una storia vera di mala-giustizia. Il gigante dello streaming la presenta così: cinque adolescenti di Harlem vivono un incubo quando sono ingiustamente accusati di una brutale aggressione a Central Park. La consiglio con convinzione: il fatto di cronaca poliziesco-giudiziaria (trenta anni dopo) è reso con rigore impeccabile e prove d’attore molto convincenti, a partire dai ragazzi, bravissimi a rendere lo spaesamento e la paura di chi si trova improvvisamente a perdere ogni spensieratezza. E tutto questo solo per essere nati a nord di Central Park. Immagini forti, che colpiscono allo stomaco e al cuore; una fotografia capace di rendere l’asfissia del carcere, della caserma di polizia, dell’aula di tribunale.

Un certo modo di fare giustizia

In When they see us c’è tutto: una denuncia di tipo politico (memorabile la comparsa di Donald Trump, soprattutto perché sai che, ora, per volontà degli americani, non è più solo un miliardario), la paura del diverso, la perdita della libertà. E anche: il pregiudizio basato sul colore della pelle, il rischio di un certo modo di fare giustizia (quando domina la smania di carriera, la necessità di trovare subito un colpevole), la difficoltà di essere genitori. Mi viene da definirla una serie necessaria. Prodotta, fra gli altri, da Oprah Winfrey, è per me il titolo migliore del 2019.

Segnalo che su Spotify c’è la colonna sonora originale. Il brano Fight the Power dei Public Enemy, già incluso nella colonna sonora del film Fa’ la cosa giusta di Spike Lee (1989, stesso anno del fatto di cronaca raccontato) è totalmente in clima.

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