Ricomincio da tre #3

“Forse la musica è la cosa più vicina all’amore. Ti eleva. Personalmente mi dà le emozioni più vicine a quelle che provo quando mi sento innamorato”. Attribuita a Ludovico Einaudi, mi ha stimolato ad avviare una nuova rubrica nel mio piccolo blog. Il nome è, in tutta evidenza, un omaggio a Troisi ma anche alla musica, alla sua capacità di aiutarci a ripartire nella vita. Nella rubrica 1 post 3 brani 3 didascalie. Alla ricerca di quel tipo di emozione. 

Mi è sembrato doveroso. Da ieri, tutti gli album di Lucio Battisti e Mogol (ad esclusione dunque degli ultimi lavori firmati con Pasquale Panella) sono disponibili sulle piattaforme streaming. Una possibilità attesa da anni, di certo non solo da me. Così, ho pensato di segnalare tre brani, scelti tra i meno conosciuti della vasta produzione discografica di Battisti. Il primo fa parte dell’album che amo di più: Io tu noi tutti, del 1977. Per intenderci, è il disco che contiene capolavori come “Amarsi un pò” e il suo fortunatissimo lato B “Si viaggiare” (ho quel 45 giri) e la splendida “Neanche un minuto di non amore”. Un album registrato a Los Angeles con testi di Mogol e caratterizzato da una certa vicinanza all’universo funky e disco. Il brano che ho scelto è il divertente “Questione di cellule“. Mi piacciono questi versi: “non è questione di cellule/ma della scelta che si fa/la mia è di non vivere a metà”

La seconda suggestione è “Con il nastro rosa“. L’album è “Una giornata uggiosa” (1980) l’ultimo firmato con Giulio Rapetti. Il brano contiene il celeberrimo verso “Chissà, chissà chi sei/Chissà che sarai/Chissà che sarà di noi/Lo scopriremo solo vivendo”. Diventato un modo di dire frequentissimo, qualcuno lo ha immaginato rivolto a Mogol, dal momento che è nell’ultimo pezzo dell’ultimo disco realizzato insieme.

Concludo con l’irresistibile “Supermarket” tratto dall’album “Amore e non amore” del 1971. Testo divertente, “schitarrata” epica, grande ritmo. Parla di un amore che finisce prima ancora di iniziare perché ad entrambi piacciono le banane e, si sa, le banane costano “questo nostro grande amore/che sfortuna, oggi stesso finirà/per questioni vegetali di risparmio/ed anche di praticità”. Ancora una volta, Mogol.

One thought on “Ricomincio da tre #3

  1. Approvo in pieno la tua scelta di mettere in luce 3 canzoni tra le meno conosciute di Battisti, perché la missione del mio blog è proprio questa: dare spazio a film e libri che hanno avuto meno successo di quanto meritassero. Ti vengono in mente altri esempi in questo senso?

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