Pesce spada in padella

Sul gustare avevo certezze da tempo. Da poco ho scoperto che mi piace cucinare: quando non devo farlo in modo seriale, vale a dire per sopravvivere, quando ho il tempo giusto, quando le mani diventano quattro e c’è la giusta musica in sottofondo. Nella categoria cucinare di questo blog, il mio personalissimo abbinamento di un piatto più un vino più un brano musicale. Nulla di complicato: condivido una ricetta semplice, adatta alle mie modeste capacità e quindi facile da realizzare. Slow and Easy.

Come cuocere bene il pesce spada in padella in modo che rimanga umido e gustoso. E’ il tema di questa ricetta facile e veloce. Ho utilizzato pesce fresco (qui qualche consiglio su come sceglierlo in pescheria) e olive taggiasche, le mie preferite. Un secondo piatto gustoso, salutare (è pesce azzurro e dunque ricco di Omega3), pronto in pochi minuti: il segreto è nella giusta cottura del pesce, bisogna evitare che diventi stopposo.

Come cuocere bene il pesce spada in padella in modo che rimanga umido e gustoso.
Come cuocere bene il pesce spada in padella in modo che rimanga umido e gustoso. Una ricetta facile per un secondo pronto in pochi minuti.

La ricetta

Ingredienti (dosi da 2): Pesce spada: due belle fette “centrali” (200-250 gr ognuna), 1 cipolla grande, peperoncino quanto basta, 10/12 datterini, olive taggiasche denocciolate, origano, sale qb.

In una pentola antiaderente preparare il fondo mettendo a rosolare in olio la cipolla tagliata finemente e il peperoncino. Dopo poco aggiungere i pomodorini tagliati a metà nel verso lungo. Quando la cipolla inizia ad appassire ed i pomodorini a poter essere schiacciati con un mestolo per far fuoriuscire il sugo, aggiungere 4 cucchiaini da caffè abbondanti di olive taggiasche. Quindi salare e spolverare con origano.

A condimento quasi pronto, quando la cipolla e i pomodorini saranno ben appassiti, cuocere in altra pentola il pesce spada. Filo d’olio e fiamma media. Non girare il pesce fino a che il calore non risale oltre la metà, controllando che prenda sul bordo della fetta il caratteristico colore bianco. Il pesce spada dovrà risultare cotto ma umido, non stopposo. Una volta girate le fette di spada, coprire uniformemente con tutto il condimento preparato con l’altra pentola. Dopo circa 90 secondi spegnere e far riposare, spolverando di nuovo con origano. Impiattare.

Cosa bere

Madre (Lidia, forse la paladina della cucina italiana più famosa d’America) e figlio (Joe, tra le altre cose giudice di Masterchef) hanno fondato vicino al loro paese di origine, Cividale del Friuli, una realtà vitivinicola molto interessante. La loro Ribolla Gialla è minerale, sapida, elegante. Dichiara l’azienda che “la fermentazione avviene in vasche di acciaio inox, così come la maturazione di 6 mesi sulle fecce fini, rimesse in sospensione settimanalmente tramite la pratica del batonnage (in questo post ho spiegato cos’è). On line si trova intorno ai 12 euro.

Cosa ascoltare

Chist’è na storia/ d’un pisci spada / Storia d’amuri. Ho scelto questo brano di Domenico Modugno (contenuto nell’album “Domenico è sempre Domenico” del 1958) per la sua particolarità: è dedicato al protagonista della ricetta ed ha evidenti rimandi alla tradizione popolare ed ai cantastorie. Racconta la tragica storia d’amore di una coppia di pesci spada: la femmina è stata catturata durante la mattanza ed esorta il compagno a salvarsi, ma il pesce si lascia catturare per morire con lei. Modugno dichiarò di essersi ispirato ad una storia vera, letta in un giornale. A me piace credergli.

– Ah, l’ho visto, l’ho visto! Ah, l’ho visto in mezzo al mare, belli miei…
L’ho visto, pigliate la barca e correte! Correte che l’ho visto, belli…
Figli belli, datevi da fare! Eccolo che viene! Eccolo che viene!
Bello, figli, vai, dai, corri, per Sant’Antonio! Corri che l’abbiamo preso…

Questa è la storia
d’un pesce spada
storia d’amore…

Là è, là è, l’ho visto, l’ho visto.
Prendi la fiocina!
Uccidilo, uccidilo, aaaaah…

Hanno preso la femminuccia
dritto-dritto in mezzo al cuore
e piangeva di dolore,
ahi ahi ahi ahi ahi ahi.

E la barca la trascinava
ed il sangue le correva
ed il maschio piangeva…
Ahi ahi ahi ahi ahi ahi.

E il maschio pareva impazzito,
le diceva: “Bella mia non piangere,
bella mia non piangere,
dimmelo tu cosa devo fare?”.

Rispondeva la femminuccia,
con un filo, filo di voce:
– Scappa, scappa, amore mio,
che sennò ti uccidono!

– No, no, no, no, no, amore mio!
Se tu muori voglio morire
assieme a te!
Se tu muori
voglio morire…”.

Con un salto si trovò con lei,
stretti-stretti, cuore a cuore
e così finì l’amore
di due pesci sfortunati…

«Là è, là è, l’ho visto, l’ho visto, l’ho visto!
C’è pure il maschio! Prendi la fiocina!
Uccidilo, uccidilo, aaaaah! »

Questa è la storia
d’un pesce spada:
storia d’amore!

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