Gifuni, il re degli audiolibri

Nel 2019 sono cresciute del 28,3% le persone (15-75 anni) che dichiarano di aver ascoltato audiolibri, pari al 9% (circa 4,1 milioni di persone) di chi si considera «lettore». E’ un tema del blog, ve ne ho parlato in un precedente post, nel quale dichiaravo il mio sì convinto per la “lettura con le orecchie” e davo qualche indicazione su come leggere audiolibri, anche gratis. Oggi vi consiglio caldamente di audioleggere Il Colibrì, nuovo e potente romanzo di Sandro Veronesi, attraverso la voce narrante di Fabrizio Gifuni, per me il re degli audiolibri, semplicemente bravissimo. Regalatevi un’esperienza di ascolto unica.

Fabrizio Gifuni: l’ho ascoltato leggere Gadda e ora l’ultimo libro di Sandro Veronesi. Per me è il re degli audiolibri

Aveva già dimostrato di essere un grande attore di cinema, tv e teatro. Io lo ricordo, in particolare, ne Il capitale umano di Virzì (che gli valse il David di Donatello e il Nastro d’Argento) e nel più recente Dove non ho mai abitato di Paolo Franchi. L’ho scoperto come eccezionale voce narrante quando, per Emons Audiolibri, ha affrontato Gadda e il suo commissario di polizia don Ciccio Ingravallo. Un capolavoro assoluto, con uno degli incipit più belli della letteratura italiana, molto difficile da leggere.

Il primo audiolibro completo che ho letto è stato Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Carlo Emilio Gadda, nel 2012; ricordo che fu un lavoro enorme, e che scelsi questo testo non solo perché lo considero tra i migliori del ‘900, ma anche perché per me si tratta di un’opera feticcio, che contiene una complessità tale da permetterti di capire molte cose sul processo linguistico che sta dietro la lettura di un libro. Insomma, non dirò che fatto questo puoi fare tutto, ma quasi! (Fabrizio Gifuni)

In questa intervista per Audible Gifuni dice una cosa di cui anch’io sono convinto: la lettura ad alta voce è molto importante, “si fanno anche delle grandissime scoperte, perché alcuni passaggi in lettura silenziosa possono rimanere più chiusi, mentre ad una lettura ad alta voce è come se si aprissero, si liberassero più facilmente” . Così, quando posso, anch’io leggo ad alta voce, mi sembra di comprendere di più.

Il colibrì

L’ultima fatica di Sandro Veronesi, da poco in libreria, Editore La nave di Teseo

Il romanzo di Sandro Veronesi è pieno di vita e, per apparente paradosso, pieno di morte. Giunto a questo punto della mia esistenza, so perfettamente che sono indissolubilmente legate. Non è un libro semplice, ma molto bello. E da leggere, pur sapendo che ti colpisce dritto: sono giorni che l’ho finito e mi capita di ripensare spesso a quello che ho letto (forse perché Marco Carrera, il personaggio principale, ha la mia età ed ho ripensato alle mie esperienze di vita). Se un romanzo è capace di trasmettere tristezza profonda ma anche di parlare – e in che modo! – di amore, è un grande libro, pochi dubbi.

E’ un romanzo polifonico, con tanti personaggi, nel quale seguiamo la storia del protagonista, il dottor Marco Carrera, con cui Veronesi (e noi con lui) instaura un rapporto di empatia fortissimo. A Marco succedono un’infinità di cose, molte tragiche e dolorose, che cambiano il corso della sua vita; anche se si tratta di un personaggio che apparentemente cerca di non muoversi mai dalla sua posizione, internamente la vita lo sottopone a tante prove disumane; insieme a lui ci sono tanti personaggi memorabili che danno al racconto una vivacità e una imprevedibilità molto forte.  (Fabrizio Gifuni)

Note di lettura

Nel mio e-book ho evidenziato varie note. Ve ne riporto alcune, scegliendo con accortezza tra quelle che non vi anticipano lo sviluppo del racconto: “Io credo che tu sia la parte migliore della mia vita, quella senza bugie, senza inganni o incazzature (mi hai chiamato ora, ora mi perdo), la parte che si può sognare, anche la notte, perché io continuo a sognarti”. Ancora: “Sento che tutte le cose superflue mi abbandonano e mi accorgo che se alla mia vita togli tutte le cose superflue l’unica che rimane sei tu”. Sulla condizione umana dopo la morte di una persona cara: “Ma il lutto si estingue spontaneamente, anche quando ci si sforza di tenerlo vivo”. Su taluni (numerosi) matrimoni “L’infelicità rimane tale anche se diventa una scelta, e se da un certo giorno in poi essa è l’unico vero prodotto di un matrimonio, è quella che ai figli si trasmette”. Ancora sul lutto: “Dopo la morte di (omissis in chiave anti spoiler) ci vollero anni perché qualcuno dei Carrera ricominciasse a respirare regolarmente – e qualcun altro non riuscì a farlo mai più. Di nuovo sull’amore: “Noi siamo due che ci si ama”.

Letteratura e musica

Lo scrittore accompagna la narrazione citando diversi brani musicali. Stavo per creare una playlist su Spotify per seguirlo meglio, quando, ad un certo punto, l’ha pubblicata lui. La trovate nel link del tweet di Veronesi.

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