Inno all’amicizia. Maschile.

“Quello che ho pensato, ha detto, è che ognuno potrebbe scrivere su un bigliettino dove sogna di ritrovarsi tra quattro anni. Dal punto di vista personale, professionale. Da tutti i punti di vista. E ai prossimi Mondiali apriremo i biglietti e vedremo cos’è successo nel frattempo.” E’ il punto narrativo di partenza di La simmetria dei desideri, di Eshkol Nevo, uno dei maggiori scrittori israeliani viventi.

La storia di quattro amici per la pelle, stretti da una abitudine affettiva che incide sulle loro vite. Una situazione che ho vissuto, come forse molti di voi. Un romanzo di formazione, un inno all’amicizia maschile. Una storia vitale, divertente, commovente.

La simmetria dei desideri di Eshkol Nevo, un inno all'amicizia maschile
Un inno all’amicizia maschile, con Tel Aviv e l’Intifada sullo sfondo. Vi consiglio di leggerlo.

Yuval, Churchill, Ofir e Amichai hanno intorno ai trent’anni, sono israeliani di Haifa, di seconda generazione. La loro è un’amicizia capace di sopravvivere a tradimenti, successi, delusioni, persino all’amore e alla morte. C’è Tel Aviv sullo sfondo, e l’Intifada, la storia è ambientata tra la prima e la seconda. Ma non è un romanzo sulla guerra, al centro della scena c’è piuttosto la difficoltà di capire cosa si vuole, davvero, dalla vita; la speranza di non invecchiare limitandosi a vivere le vite degli altri; e il bisogno di vivere una vera storia d’amore.

Yuval, la voce narrante, traduce libri; Churchill fa l’avvocato ed è il più brillante e carrierista e seduce le ragazze; Ofir è un pubblicitario ma odia il suo lavoro; Amichai è l’unico sposato, con Ilana la piagnona, e ha due figli. E poi c’è Yaara, che fa perdere la testa a Yuval, voce narrante del libro, già al primo incontro.

A lui, animo sensibile, studente di filosofia di origine inglese, ad un certo punto una ragazza dice: “in tutta la mia vita non ho mai conosciuto una persona che parla così tanto dei suoi amici, che mostra alle donne con cui esce album con le loro foto, e nel suo appartamento appende le loro fotografie incorniciate al posto dei quadri. Se fossi la tua coach, direi che sei un caso paradigmatico di modello del treno di fronte” – “Il treno di fronte?” – Quando il tuo treno è fermo alla stazione, e il treno di fronte inizia a muoversi, ti sembra che il tuo treno si muova. In realtà però non si muove. E’ solo un’illusione ottica”.

Nevo contestualizza il lettore con improvvisi flash, quasi pistolettate: ecco dunque l’Intifada, ti sembra di vederla nitidamente quando la cronaca quotidiana fa capolino, ci sono posti di blocco, arrivano personaggi minori che portano la guerra in primo piano. Ma la sensazione che arriva è quella di un popolo che cerca, nonostante tutto, di avere una vita normale. Poi c’è la simmetria dei desideri, che non vi rivelo per non togliervi il piacere della scoperta. E un finale ben scritto, cosa non così frequente. In definitiva, un libro che fa pensare e diverte.

«Per fortuna che ci sono i Mondiali. Così il tempo non diventa un blocco unico, e ogni quattro anni ci si può fermare a vedere cos’è cambiato »

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