Mezze Maniche alla Gricia

Sul gustare avevo certezze da tempo. Da poco ho scoperto che mi piace cucinare: quando non devo farlo in modo seriale, vale a dire per sopravvivere, quando ho il tempo giusto, quando le mani diventano quattro e c’è la giusta musica in sottofondo. Nella categoria cucinare di questo blog, il mio personalissimo abbinamento di un piatto più un vino più un brano musicale. Nulla di complicato: condivido una ricetta semplice, adatta alle mie modeste capacità e quindi facile da realizzare. Slow and Easy.

Qualcuno la definisce padre e madre di tutta la cucina romana, altri tagliano corto e la chiamano amatriciana bianca. Il piatto è nato a Grisciano, frazione di Accumuli, vicino Amatrice. Dicono fosse il pasto principale di tanti pastori che portavano nei loro zaini pezzi di pecorino, sacchette di pepe nero, pasta essiccata, guanciale e strutto. Di certo è il primo piatto che apprezzo di più della cucina laziale. Si prepara in modo piuttosto semplice: cerco di indicarvi come preparare la pasta alla gricia schivando ogni insidia.

La ricetta (dosi da 2)

Partiamo dal formato della pasta: io utilizzo prevalentemente le mezze maniche, perché mi piace che il condimento si infili all’interno delle rigature, ma sono perfetti anche tonnarelli, spaghetti, bucatini.

Serve il guanciale (rigorosamente). E non quello con solo un filo di magro. Il magro è necessario. Per due persone possono bastare due belle fette, ma va tolto il pepe (e naturalmente niente cotenna) e vanno tagliate a listarelle o dadini a seconda del proprio gusto personale. Io cerco di non tagliarle molto spesse e non troppo sottili ma non sto attento che siano tutti i pezzi uguali. Armatevi di un buon coltello.

Come preparare una buona pasta alla gricia schivando ogni insidia. Se la foto vi fa venire fame, provateci anche voi
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