Fleabag

Cose serie, rubrica di trecento parole per gli otto milioni di italiani che utilizzano il videostreaming, quindi Netflix ma non solo. Non si turbino i puristi: indietro non si torna, anche questo è cinema. Una promessa doverosa: leggete tranquilli, niente spoiler.

Fleabag, una mini serie intelligente dissacrante divertente
Fleabag, una mini serie intelligente dissacrante divertente
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Cose serie #4: When they see us

Cose serie, rubrica di trecento parole per gli otto milioni di italiani che utilizzano il videostreaming, quindi Netflix ma non solo. Non si turbino i puristi: indietro non si torna, anche questo è cinema. Una promessa doverosa: leggete tranquilli, niente spoiler.

When they see us racconta il rischio di un certo modo di fare giustizia
Jharrel Jerome è molto convincente nel personaggio di Korey Wise
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Cose serie #3: The Sinner

Cose serie, rubrica di trecento parole per gli otto milioni di italiani che utilizzano il videostreaming, quindi Netflix ma non solo. Non si turbino i puristi: indietro non si torna, anche questo è cinema. Una promessa doverosa: leggete tranquilli, niente spoiler.

The Sinner, mini serie su Netflix. C'è sempre un motivo se una madre uccide.
Il detective Harry Ambrose, splendidamente interpretato da Bill Pulman, uno dei protagonisti centrali di The Sinner. Sarà lui a scoprire il perché del gesto di Cora: c’è sempre un motivo se una madre uccide.
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L’insostenibile pesantezza dell’essere. Umano

Una mostra evento, che documenta e denuncia. Allestita nello splendido spazio espositivo del MAST di Bologna ed aperta a tutti, gratuitamente. Prima tappa di un importante tour europeo, vi conduce tra trentacinque grandi fotografie, murales, videoinstallazioni, immersioni nella realtà aumentata. Tutto per raccontare – il lettore accetti la mia sintesi – l’insostenibile pesantezza dell’essere umano sulla Terra e per gettare luce sulla nostra epoca: l’Antropocene. L’Età in cui l’uomo lascia il segno del suo passaggio sul Pianeta, producendo grandi cambiamenti all’ecosistema. Trovate il modo di andare nella città di Lucio Dalla, questa esposizione è una vera chicca.

L'insostenibile pesantezza dell'essere umano sulla Terra: il tema nella mostra Anthropocene al MAST di Bologna fino al 22 settembre
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Cose serie #2: Rita

Cose serie, rubrica di trecento parole per gli otto milioni di italiani che utilizzano il videostreaming, quindi Netflix ma non solo. Non si turbino i puristi: indietro non si torna, anche questo è cinema. Una promessa doverosa: leggete tranquilli, niente spoiler.

L'anticonformista insegnate Rita, interpretata dalla convincente attrice danese Mille Dinesen
L’anticonformista insegnante Rita, interpretata dalla convincente attrice danese Mille Dinesen

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Cose serie #1: After life

Cose serie, rubrica di trecento parole per gli otto milioni di italiani che utilizzano il videostreaming, quindi Netflix ma non solo. Non si turbino i puristi: indietro non si torna, anche questo è cinema. Una promessa doverosa: leggete tranquilli, niente spoiler.

After life serie tv su Netflix Italia
Ricky Gervais è Tony, il giornalista sulla cui vita ruota la mini serie (6 episodi) After life, distribuita da Netflix

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Il più grande Vedutista

Di lui, il più grande Vedutista di tutti i tempi, conoscevo fino a qualche giorno fa solo alcune cose: che era partito dalle scenografie teatrali prima di esprimersi nel disegno pittorico e che era riuscito nell’impresa che ha sempre spaventato i più grandi, ritrarre la bellezza quasi irreale di Venezia.  Qualche secolo dopo perfino Monet avrebbe affermato, rinunciando, che era «troppo bella per essere dipinta». Lui, Antonio Canal, il Canaletto, nato proprio nella città lagunare nel 1697, non si è mai fatto intimidire.

Il più grande Vedutista, il Canaletto: Canal Grande da Palazzo Balbi a Rialto
Canaletto, Il Canal Grande da Palazzo Balbi a Rialto, olio su tela, databile al 1722.

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Robert Capa, foto dentro la guerra

«Era ancora molto presto e molto grigio per delle buone fotografie, ma l’acqua e il cielo, entrambi grigi, rendevano i piccoli uomini, che schivavano le pallottole sotto i disegni dell’intellighenzia anti-invasione di Hitler, davvero suggestivi».

Parole di Robert Capa, foto dentro la guerra, scattate dall’unico corrispondente fotografo presente sul fronte del D-Day, per intenderci “con le gambe in acqua”, mentre gli alleati, in quel giorno storico, il 6 giugno 1944, sbarcavano sulle spiagge della Normandia. È questa emozione che potete cogliere, anche se non siete appassionati di fotografia, andando ad Ancona, nella sorprendente Mole Vanvitelliana, per la mostra dedicata alla figura di spicco del fotogiornalismo del XX secolo.  Davanti a voi il punto di vista di chi voleva sempre essere ad un metro dalla storia, incurante del pericolo.

Robert Capa
Robert Capa, ovvero Endre Friedmann

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Chiamatemi Ismaele: Il gattopardo

La rubrica Chiamatemi Ismaele è il nostro appuntamento con l’Incipit.  Le prime righe di un libro hanno un’importanza determinante: ogni scrittore sa che deve catturare il lettore, incuriosirlo, suscitare in lui degli interrogativi, gettare un’esca per convincerlo ad andare avanti. Per me come inizia un libro è essenziale: non ne ho mai acquistato uno senza aver prima letto l’Incipit. Questa rubrica ha proprio lo scopo di invogliare a leggere il libro del quale riporto le frasi iniziali.  Perché le ho dato questo nome? Per omaggiare uno degli Incipit più famosi della letteratura del ‘900, quello di Moby Dick di Herman Melville.

Romanzo postumo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il gattopardo fu un vero caso letterario. Premio Strega del 1959, divenne il primo best-seller italiano con oltre 100.000 copie vendute. Autobiografia, più che romanzo storico, viene così riassunto nella quarta di copertina dell’edizione Feltrinelli:   «Siamo in Sicilia, all’epoca del tramonto borbonico. È di scena una famiglia della più alta aristocrazia isolana, colta nel momento rivelatore del trapasso del regime, mentre già incalzano i tempi nuovi. Accentrato quasi interamente intorno a un solo personaggio, il principe Fabrizio Salina, lirico e critico insieme, il romanzo nulla concede all’intreccio e al romanzesco tanto cari a tutta la narrativa europea dell’Ottocento. L’immagine della Sicilia che invece ci offre è una immagine viva, animata da uno spirito alacre e modernissimo, ampiamente consapevole della problematica storica, politica e letteraria contemporanea».

Ciò che vi propongo è di rileggere Il Gattopardo ma con le orecchie. A guidarvi uno strepitoso Toni Servillo.

Toni Servillo vi consente di rileggere il Gattopardo ma con le orecchie
Toni Servillo legge Il Gattopardo per Emons Audiolibri

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Reblog, stimoli dal web #2

Nella rubrica Reblog segnalo articoli di altri blog che ho letto di recente e che mi sono piaciuti. Re-bloggo, in ordine sparso non di preferenza, post che mi hanno colpito, per le più svariate ragioni: trattano di un argomento a me caro, mi hanno fatto venire voglia di leggere, viaggiare, fotografare, ascoltare musica, andare al cinema. Li segnalo a voi perché sono scritti bene o sono originali, o, in definitiva, perché in me è scattato il fatidico “avrei voluto scriverlo io”.  Un mio personalissimo Reader’s Digest

√    LA SPIRITUALITA’ DEL QUOTIDIANO: Takashi Yasui è un 35enne di Osaka, che fotografa tra le strade della sua città e della vicina Kyoto. Tra le sue bellissime foto apprezzo molto questa, dedicata alla foresta di bambù di Sagano, nella zona di Arashiyama, nei pressi di Kyoto. Una zona che ho visto con fretta, troppa fretta, ma che è estremamente fascinosa.

Arashiyama, la foresta di bambù di Sagano, foto di Takashi Yasui
Arashiyama, la foresta di bambù di Sagano, foto di Takashi Yasui

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