Con i miei occhi: Ålesund

Con i miei occhi, rubrica di immagini fotografiche, descrizioni, didascalie o semplici suggestioni. Precedenti post su Napoli e Venezia. Pubblico miei scatti, senza un criterio predefinito, a cavallo di luoghi, epoche, esperienze. Un solo filo comune: l’assenza di selfie, non li ho mai saputi fare, non mi piacciono.   

Deve la sua principale caratteristica ad una tragedia: lo spaventoso incendio del gennaio 1904, capace di radere al suolo gran parte della città, principale porto norvegese per l’esportazione dello stoccafisso. Bruciarono circa 850 edifici in legno, 10mila persone rimasero senza casa. Ålesund venne interamente ricostruita, questa volta in pietra e mattoni, con il sostegno finanziario dell’imperatore Guglielmo II di Germania, appassionato di quei luoghi. La ricostruzione avvenne con un’idea chiara: Ålesund sarebbe diventata una città museo in stile Art Nouveau. 

Ålesund la piccola città museo in stile Art Nouveau
Ålesund la città museo in stile Art Nouveau, nella parte settentrionale della regione dei Fiordi, in Norvegia. La vista dal belvedere di Aksla è imperdibile.
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Con i miei occhi: Napoli

Con i miei occhi, rubrica di immagini fotografiche, descrizioni, didascalie o semplici suggestioni. Pubblico miei scatti, senza un criterio predefinito, a cavallo di luoghi, epoche, esperienze. Un solo filo comune: l’assenza di selfie, non li ho mai saputi fare, non mi piacciono.   

«Dovunque sono andato nel mondo ho visto che c’era bisogno di un poco di Napoli». Luciano De Crescenzo ha ragione, è la cosa che cogli subito, dopo poche ore in città. Ed in fondo è quello che ti aspettavi prima di venire, volevi essere catturato dalla filosofia di vita napoletana e rifletterci un po’ su. Poi scendi dal treno, esci da Napoli Centrale, giusto il tempo di pensare che ti ricorda James Senese e Pino Daniele che ti immergi nella metro per arrivare dalle parti di via Toledo. Qui vedi l’inaspettato: una fermata metro bellissima (e non è l’unica). Così, la prima foto che compone questo mio estemporaneo album sulla città di Troisi ed Eduardo è dedicata a lei.

la più bella fermata metro d'Europa a Toledo: c'era bisogno di un poco di Napoli
Per il Daily Telegraph, grazie ai mosaici della suggestiva galleria del mare di Bob Wilson, la fermata di Toledo, Napoli, è la più bella d’Europa.  Inaugurata nel 2012, è stata progettata dall’architetto spagnolo Oscar Tusquets, cui si deve lo splendido Petit Palau a Barcellona.

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Con i miei occhi: Venezia

Con i miei occhi, rubrica di immagini fotografiche, descrizioni, didascalie o semplici suggestioni. Pubblico miei scatti, senza un criterio predefinito, a cavallo di luoghi, epoche, esperienze. Un solo filo comune: l’assenza di selfie, non li ho mai saputi fare, non mi piacciono.   

Come fotografare Venezia in modo meno convenzionale? Se ci pensate è il luogo, nel mondo, nel quale è più facile cadere nella visione stereotipata. Facile e, a volte, piacevole, dal momento che quello che vedi è di una bellezza disarmante. Solo che io, approfittando di due giorni insperati nella Laguna, mi sono autoimposto questa sfida: con la mia piccola Canon avrei cercato di realizzare un album un pò diverso. Ecco, in 10 foto, la mia Venezia di marzo 2019.

Venezia, una città ideale per gli appassionati di fotografia

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Reblog, stimoli dal web #2

Nella rubrica Reblog segnalo articoli di altri blog che ho letto di recente e che mi sono piaciuti. Re-bloggo, in ordine sparso non di preferenza, post che mi hanno colpito, per le più svariate ragioni: trattano di un argomento a me caro, mi hanno fatto venire voglia di leggere, viaggiare, fotografare, ascoltare musica, andare al cinema. Li segnalo a voi perché sono scritti bene o sono originali, o, in definitiva, perché in me è scattato il fatidico “avrei voluto scriverlo io”.  Un mio personalissimo Reader’s Digest

√    LA SPIRITUALITA’ DEL QUOTIDIANO: Takashi Yasui è un 35enne di Osaka, che fotografa tra le strade della sua città e della vicina Kyoto. Tra le sue bellissime foto apprezzo molto questa, dedicata alla foresta di bambù di Sagano, nella zona di Arashiyama, nei pressi di Kyoto. Una zona che ho visto con fretta, troppa fretta, ma che è estremamente fascinosa.

Arashiyama, la foresta di bambù di Sagano, foto di Takashi Yasui
Arashiyama, la foresta di bambù di Sagano, foto di Takashi Yasui

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Reblog, stimoli dal web #1

Da oggi prende il via una rubrica: in Reblog segnalo articoli di altri blog che ho letto di recente e che mi sono piaciuti. Re-bloggo, in ordine sparso non di preferenza, post che mi hanno colpito, per le più svariate ragioni: trattano di un argomento a me caro, mi hanno fatto venire voglia di leggere, viaggiare, fotografare, ascoltare musica, andare al cinema. Li segnalo a voi perché sono scritti bene o sono originali, o, in definitiva, perché in me è scattato il fatidico “avrei voluto scriverlo io”.  Un mio personalissimo Reader’s Digest

√    L’ORA BLU AL GRAN SASSO: Andrea Federici è un fotografo di viaggio, con quindici anni di esperienza e scatti fotografici in oltre 30 paesi del mondo. Da abruzzese, mi ha emozionato la sua rappresentazione del Gran Sasso, non riesco a smettere di guardare queste foto, scattate con alle spalle Rocca Calascio. Ha ragione quando dice: «non dobbiamo sempre decollare e volare per ore prima di poter ammirare questi spettacoli». Davvero molto bravo.

Il Gran Sasso visto da Rocca Calascio. Foto di Andrea Federici.
Il Gran Sasso visto da Rocca Calascio, quando il sole è tramontato. Foto di Andrea Federici.

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Non si legge una volta sola

«Una civiltà letteraria non è fatta di letture, è fatta di riletture; forse semplicemente una civiltà. Ci sono generazioni che hanno conseguito una dignità duratura leggendo e rileggendo un solo libro, la Bibbia. Non leggevano altro, ma tanto bastava a renderli individui colti, talora artisti, letterati, scrittori. Il rileggere è un’alleanza discorde: è insieme ritrovare, riconoscere e scoprire; trovare ciò che la lettura precedente, o anche più letture, non ci avevano rivelato». È la convinzione del critico Giorgio Manganelli, così esplicitata nel suo libro “Il rumore sottile della prosa”. Da poco è anche la mia, rafforzata dalla recente ri-lettura di Sostiene Pereira, il testo più conosciuto di Antonio Tabucchi, quello che gli valse il Premio Campiello 1994.

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Solo che, questa volta, ho riletto con le orecchie.

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Via di Tor Marancia 63

Cosa vedere a Roma quando pensi di aver visto tutto. Se avete già negli occhi una delle gettonatissime mete, con le quali la città eterna affascina i visitatori di tutto il mondo, posso darvi un consiglio. Mi riferisco a qualcosa che, pur frequentando spesso la Capitale, io non conoscevo, una meta meno scontata ma non per questo poco interessante.

Vi propongo di spingervi in via di Tor Marancia 63, reflex in spalla. Nel momento di una bella giornata di sole, ritagliatevi qualche ora di tempo, percorrete la Cristoforo Colombo e svoltate a sinistra quando intravvedete il palazzone della Regione Lazio. Ne vale la pena e non solo per scattare foto.

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Over the raimbow c’è New York

Divide New York dal New Jersey, si affaccia sul fiume Hudson e può essere definito un piccolo Central Park. È il Riverside Park, un parco pubblico nell’Upper West Side tra la 90esima e la 91esima. Davanti al giardino di fiori The Garden People, sorto nel 1977 all’interno del parco e mantenuto da una comunità di cittadini volontari, Tom Hanks e Meg Ryan, nel film Kathleen e Joe, si danno appuntamento nel finale romanticissimo di C‘è posta per te. A fare da sottofondo la preziosa Over the Rainbow.

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Io, San Francisco e una Top 5

Ieri Netflix mi ha avvisato di aver inserito in catalogo “La donna che visse due volte”, il capolavoro del 1958 diretto da Alfred Hitchcock. Il miglior film di sempre per la rivista cinematografica britannica Sight & Sound e i suoi 846 tra critici, intellettuali e distributori. Per chi vuole rivederlo questo il link.

L’intero film è ambientato a San Francisco. Del resto il Golden Gate Bridge, per Hitchcock era “il luogo ideale per un delitto”.

Ho pensato a due cose.

La prima: andare in bicicletta da San Francisco a Sausalito e ritorno (per chi vuole anche in traghetto, con bici a bordo) è una delle cose più divertenti della vita. Pedalando attraversi il Golden Gate e, nel farlo, molto del tuo immaginario. Sai solo che quell’attimo lo vorresti rivivere, che non può essere, non ti rassegni che sia per una sola volta nella vita, al diavolo le 14 ore di volo e tutto il resto.

La seconda: tutti noi abbiamo visto molti film ambientati nella città californiana. Wikipedia ne conteggia addirittura 106.

La mia Top5 dei film più belli girati a San Francisco.

Vi propongo non gli unici 5 ma i primi 5 che mi sono venuti in mente,  film di Hitchcock incluso:

1)  Provaci ancora, Sam di Woody Allen (1972). Woody è Allan Felix, un critico cinematografico reduce dal divorzio dalla moglie. Una coppia di suoi amici cercano di convincerlo a frequentare altre donne e a tentare di ricostruirsi una vita sentimentale. Lui inizia la ricerca di una nuova compagna, assistito dalle apparizioni di Humphrey Bogart, suo idolo, che gli offre consigli sul comportamento da tenere con le donne.

In questa scena capisci cosa può accaderti se tenti di abbordare una ragazza in un Museo.

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