Come leggere Audiolibri anche gratis

Più di qualcuno li considera un surrogato della lettura, adatto a chi in fondo non ama leggere. Altri, semplicemente, li rifiutano perché non riescono ad abituarsi all’idea di non avere un libro tra le mani, fisicamente o al limite nel display di un lettore ebook. Gradualmente io sono arrivato a pensarla come Stefano Benni: libro e audiolibro sono in fondo «un incontro tra due diversi incanti». Al punto che ora, di fronte ad un titolo che mi interessa, scelgo la modalità di lettura: con gli occhi o con le orecchie? Nelle brevi righe che seguono vi dico cosa indirizza la mia scelta e come leggere Audiolibri anche gratis.

Come leggere Audiolibri anche gratis

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Con i miei occhi: Napoli

Con i miei occhi, rubrica di immagini fotografiche, descrizioni, didascalie o semplici suggestioni. Pubblico miei scatti, senza un criterio predefinito, a cavallo di luoghi, epoche, esperienze. Un solo filo comune: l’assenza di selfie, non li ho mai saputi fare, non mi piacciono.   

«Dovunque sono andato nel mondo ho visto che c’era bisogno di un poco di Napoli». Luciano De Crescenzo ha ragione, è la cosa che cogli subito, dopo poche ore in città. Ed in fondo è quello che ti aspettavi prima di venire, volevi essere catturato dalla filosofia di vita napoletana e rifletterci un po’ su. Poi scendi dal treno, esci da Napoli Centrale, giusto il tempo di pensare che ti ricorda James Senese e Pino Daniele che ti immergi nella metro per arrivare dalle parti di via Toledo. Qui vedi l’inaspettato: una fermata metro bellissima (e non è l’unica). Così, la prima foto che compone questo mio estemporaneo album sulla città di Troisi ed Eduardo è dedicata a lei.

la più bella fermata metro d'Europa a Toledo: c'era bisogno di un poco di Napoli
Per il Daily Telegraph, grazie ai mosaici della suggestiva galleria del mare di Bob Wilson, la fermata di Toledo, Napoli, è la più bella d’Europa.  Inaugurata nel 2012, è stata progettata dall’architetto spagnolo Oscar Tusquets, cui si deve lo splendido Petit Palau a Barcellona.

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Cose serie #2: Rita

Cose serie, rubrica di trecento parole per gli otto milioni di italiani che utilizzano il videostreaming, quindi Netflix ma non solo. Non si turbino i puristi: indietro non si torna, anche questo è cinema. Una promessa doverosa: leggete tranquilli, niente spoiler.

L'anticonformista insegnate Rita, interpretata dalla convincente attrice danese Mille Dinesen
L’anticonformista insegnante Rita, interpretata dalla convincente attrice danese Mille Dinesen

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Chiamatemi Ismaele: Le Assaggiatrici

La rubrica Chiamatemi Ismaele è il nostro appuntamento con l’Incipit.  Le prime righe di un libro hanno un’importanza determinante: ogni scrittore sa che deve catturare il lettore, incuriosirlo, suscitare in lui degli interrogativi, gettare un’esca per convincerlo ad andare avanti. Per me come inizia un libro è essenziale: non ne ho mai acquistato uno senza aver prima letto l’Incipit. Questa rubrica ha proprio lo scopo di invogliare a leggere il libro del quale riporto le frasi iniziali.  Perché le ho dato questo nome? Per omaggiare uno degli Incipit più famosi della letteratura del ‘900, quello di Moby Dick di Herman Melville.

È il libro che ha stravinto il Premio Campiello 2018: Le Assaggiatrici di Rosella Postorino, Feltrinelli editore. Mi è piaciuto. Molto.  Seconda guerra mondiale, Hitler, nazismo: quell’epoca, quei drammi. Ma da un punto di vista non usuale: quello di una donna tedesca, costretta, con altre, ad assaggiare il cibo prima che venisse servito al Führer, per evitare il suo avvelenamento. Dieci donne che rischiavano di morire tre volte al giorno, ma, al tempo stesso, erano in posizione privilegiata perché si nutrivano. E con pietanze cucinate da uno chef.

Rosella Postorino nel Teatro La Fenice a Venezia subito dopo la premiazione. Il suo Le Assaggiatrici è il libro che ha stravinto il Premio Campiello 2018.

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Reblog, stimoli dal web #3

Nella rubrica Reblog segnalo articoli di altri blog che ho letto di recente e che mi sono piaciuti. Re-bloggo, in ordine sparso non di preferenza, post che mi hanno colpito, per le più svariate ragioni: trattano di un argomento a me caro, mi hanno fatto venire voglia di leggere, viaggiare, fotografare, ascoltare musica, andare al cinema. Li segnalo a voi perché sono scritti bene o sono originali, o, in definitiva, perché in me è scattato il fatidico “avrei voluto scriverlo io”.  Un mio personalissimo Reader’s Digest

√    PREPARARSI AL CAMINO DE SANTIAGO:  Una piccola guida scritta da chi lo ha già percorso. Ci sono i 5 punti fondamentali da prendere in considerazione prima di affrontare una sfida che può segnare un’intera esistenza.

cammino-santiago-di-compostela

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Cose serie #1: After life

Cose serie, rubrica di trecento parole per gli otto milioni di italiani che utilizzano il videostreaming, quindi Netflix ma non solo. Non si turbino i puristi: indietro non si torna, anche questo è cinema. Una promessa doverosa: leggete tranquilli, niente spoiler.

After life serie tv su Netflix Italia
Ricky Gervais è Tony, il giornalista sulla cui vita ruota la mini serie (6 episodi) After life, distribuita da Netflix

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Il più grande Vedutista

Di lui, il più grande Vedutista di tutti i tempi, conoscevo fino a qualche giorno fa solo alcune cose: che era partito dalle scenografie teatrali prima di esprimersi nel disegno pittorico e che era riuscito nell’impresa che ha sempre spaventato i più grandi, ritrarre la bellezza quasi irreale di Venezia.  Qualche secolo dopo perfino Monet avrebbe affermato, rinunciando, che era «troppo bella per essere dipinta». Lui, Antonio Canal, il Canaletto, nato proprio nella città lagunare nel 1697, non si è mai fatto intimidire.

Il più grande Vedutista, il Canaletto: Canal Grande da Palazzo Balbi a Rialto
Canaletto, Il Canal Grande da Palazzo Balbi a Rialto, olio su tela, databile al 1722.

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Con i miei occhi: Venezia

Con i miei occhi, rubrica di immagini fotografiche, descrizioni, didascalie o semplici suggestioni. Pubblico miei scatti, senza un criterio predefinito, a cavallo di luoghi, epoche, esperienze. Un solo filo comune: l’assenza di selfie, non li ho mai saputi fare, non mi piacciono.   

Come fotografare Venezia in modo meno convenzionale? Se ci pensate è il luogo, nel mondo, nel quale è più facile cadere nella visione stereotipata. Facile e, a volte, piacevole, dal momento che quello che vedi è di una bellezza disarmante. Solo che io, approfittando di due giorni insperati nella Laguna, mi sono autoimposto questa sfida: con la mia piccola Canon avrei cercato di realizzare un album un pò diverso. Ecco, in 10 foto, la mia Venezia di marzo 2019.

Venezia, una città ideale per gli appassionati di fotografia

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Robert Capa, foto dentro la guerra

«Era ancora molto presto e molto grigio per delle buone fotografie, ma l’acqua e il cielo, entrambi grigi, rendevano i piccoli uomini, che schivavano le pallottole sotto i disegni dell’intellighenzia anti-invasione di Hitler, davvero suggestivi».

Parole di Robert Capa, foto dentro la guerra, scattate dall’unico corrispondente fotografo presente sul fronte del D-Day, per intenderci “con le gambe in acqua”, mentre gli alleati, in quel giorno storico, il 6 giugno 1944, sbarcavano sulle spiagge della Normandia. È questa emozione che potete cogliere, anche se non siete appassionati di fotografia, andando ad Ancona, nella sorprendente Mole Vanvitelliana, per la mostra dedicata alla figura di spicco del fotogiornalismo del XX secolo.  Davanti a voi il punto di vista di chi voleva sempre essere ad un metro dalla storia, incurante del pericolo.

Robert Capa
Robert Capa, ovvero Endre Friedmann

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Chiamatemi Ismaele: Il gattopardo

La rubrica Chiamatemi Ismaele è il nostro appuntamento con l’Incipit.  Le prime righe di un libro hanno un’importanza determinante: ogni scrittore sa che deve catturare il lettore, incuriosirlo, suscitare in lui degli interrogativi, gettare un’esca per convincerlo ad andare avanti. Per me come inizia un libro è essenziale: non ne ho mai acquistato uno senza aver prima letto l’Incipit. Questa rubrica ha proprio lo scopo di invogliare a leggere il libro del quale riporto le frasi iniziali.  Perché le ho dato questo nome? Per omaggiare uno degli Incipit più famosi della letteratura del ‘900, quello di Moby Dick di Herman Melville.

Romanzo postumo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il gattopardo fu un vero caso letterario. Premio Strega del 1959, divenne il primo best-seller italiano con oltre 100.000 copie vendute. Autobiografia, più che romanzo storico, viene così riassunto nella quarta di copertina dell’edizione Feltrinelli:   «Siamo in Sicilia, all’epoca del tramonto borbonico. È di scena una famiglia della più alta aristocrazia isolana, colta nel momento rivelatore del trapasso del regime, mentre già incalzano i tempi nuovi. Accentrato quasi interamente intorno a un solo personaggio, il principe Fabrizio Salina, lirico e critico insieme, il romanzo nulla concede all’intreccio e al romanzesco tanto cari a tutta la narrativa europea dell’Ottocento. L’immagine della Sicilia che invece ci offre è una immagine viva, animata da uno spirito alacre e modernissimo, ampiamente consapevole della problematica storica, politica e letteraria contemporanea».

Ciò che vi propongo è di rileggere Il Gattopardo ma con le orecchie. A guidarvi uno strepitoso Toni Servillo.

Toni Servillo vi consente di rileggere il Gattopardo ma con le orecchie
Toni Servillo legge Il Gattopardo per Emons Audiolibri

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