Nella tua vita addizione o crescita?

«Ecco un’altra delle nostre paure: che la Vita potesse rivelarsi diversa dalla Letteratura». È la prima frase che ti colpisce allo stomaco de Il senso di una fine, dello scrittore inglese Julian Barnes. Un libro condensato in 150 pagine che scorrono fluide, costellate di riflessioni e di interrogativi acuti e per questo senza facile risposta. Un romanzo breve o un racconto lungo, premiato con il prestigioso Booker Prize 2011, con un finale più aperto di quello che sembri. La riflessione principale che propone al lettore è: nella tua vita addizione o crescita?

Ne Il senso di una fine di Julian Barnes riflessioni su la differenza tra addizione e crescita nella propria vita
Lo scrittore britannico Julian Barnes

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Un romanzo potente e generoso

L’amore di tutta una vita, le incertezze e le convinzioni della giovinezza, il ritorno alla terra e la fede assoluta nell’ambientalismo, la necessità di dare un significato al proprio vivere accompagnata dal quel senso di onnipotenza che solo l’età adulta riesce a placare. Ancora: il desiderio-ossessione di avere un figlio e un certo tipo di religione. Il lettore di “Divorare il cielo” trova tutto questo e la Puglia come scenario. Un romanzo potente e generoso, mi convince la definizione della quarta di copertina di Einaudi. Di certo, la storia raccontata da Paolo Giordano non lascia indifferenti.

Divorare il cielo un romanzo potente e generoso

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Quel che ho capito sull’Amicizia

«La parola è stata banalizzata. Si dice, per esempio: “Sono amici”. Se si guarda un po’, si scopre che si tratta semplicemente di colleghi che troviamo simpatici. Si è in effetti cercato di utilizzare parole differenti per le differenti forme di amicizia: cameratismo, relazione, compagnia, ma dobbiamo riconoscere che spesso si parla di amicizia laddove non ci sono che relazioni superficiali, leggere, senza conseguenze».  L’occasione per riflettere attorno ad un tema che coinvolge tutti noi, sin dai primi anni di vita, mi è data dalla lettura di un breve libro-saggio, non più di 80 pagine, dello scrittore marocchino, tradotto in tutto il mondo,  Tahar Ben Jelloun. Provo a dire ai lettori di questo piccolo blog quel che ho capito sull’Amicizia. L’impresa è ardua, ne sono consapevole. Soprattutto perché si tratta di un sentimento che per ognuno di noi è necessario e, nel contempo, assume sfumature diverse. Ma ho deciso di provare. Ugualmente.

Quel che ho capito sull'amicizia leggendo Tahar Ben Jelloun
Lo scrittore Tahar Ben Jelloun. Il suo libro “L’Amicizia” è edito in Italia da Einaudi.

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Come leggere Audiolibri anche gratis

Più di qualcuno li considera un surrogato della lettura, adatto a chi in fondo non ama leggere. Altri, semplicemente, li rifiutano perché non riescono ad abituarsi all’idea di non avere un libro tra le mani, fisicamente o al limite nel display di un lettore ebook. Gradualmente io sono arrivato a pensarla come Stefano Benni: libro e audiolibro sono in fondo «un incontro tra due diversi incanti». Al punto che ora, di fronte ad un titolo che mi interessa, scelgo la modalità di lettura: con gli occhi o con le orecchie? Nelle brevi righe che seguono vi dico cosa indirizza la mia scelta e come leggere Audiolibri anche gratis.

Come leggere Audiolibri anche gratis

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Con i miei occhi: Napoli

Con i miei occhi, rubrica di immagini fotografiche, descrizioni, didascalie o semplici suggestioni. Pubblico miei scatti, senza un criterio predefinito, a cavallo di luoghi, epoche, esperienze. Un solo filo comune: l’assenza di selfie, non li ho mai saputi fare, non mi piacciono.   

«Dovunque sono andato nel mondo ho visto che c’era bisogno di un poco di Napoli». Luciano De Crescenzo ha ragione, è la cosa che cogli subito, dopo poche ore in città. Ed in fondo è quello che ti aspettavi prima di venire, volevi essere catturato dalla filosofia di vita napoletana e rifletterci un po’ su. Poi scendi dal treno, esci da Napoli Centrale, giusto il tempo di pensare che ti ricorda James Senese e Pino Daniele che ti immergi nella metro per arrivare dalle parti di via Toledo. Qui vedi l’inaspettato: una fermata metro bellissima (e non è l’unica). Così, la prima foto che compone questo mio estemporaneo album sulla città di Troisi ed Eduardo è dedicata a lei.

la più bella fermata metro d'Europa a Toledo: c'era bisogno di un poco di Napoli
Per il Daily Telegraph, grazie ai mosaici della suggestiva galleria del mare di Bob Wilson, la fermata di Toledo, Napoli, è la più bella d’Europa.  Inaugurata nel 2012, è stata progettata dall’architetto spagnolo Oscar Tusquets, cui si deve lo splendido Petit Palau a Barcellona.

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Cose serie #2: Rita

Cose serie, rubrica di trecento parole per gli otto milioni di italiani che utilizzano il videostreaming, quindi Netflix ma non solo. Non si turbino i puristi: indietro non si torna, anche questo è cinema. Una promessa doverosa: leggete tranquilli, niente spoiler.

L'anticonformista insegnate Rita, interpretata dalla convincente attrice danese Mille Dinesen
L’anticonformista insegnante Rita, interpretata dalla convincente attrice danese Mille Dinesen

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Chiamatemi Ismaele: Le Assaggiatrici

La rubrica Chiamatemi Ismaele è il nostro appuntamento con l’Incipit.  Le prime righe di un libro hanno un’importanza determinante: ogni scrittore sa che deve catturare il lettore, incuriosirlo, suscitare in lui degli interrogativi, gettare un’esca per convincerlo ad andare avanti. Per me come inizia un libro è essenziale: non ne ho mai acquistato uno senza aver prima letto l’Incipit. Questa rubrica ha proprio lo scopo di invogliare a leggere il libro del quale riporto le frasi iniziali.  Perché le ho dato questo nome? Per omaggiare uno degli Incipit più famosi della letteratura del ‘900, quello di Moby Dick di Herman Melville.

È il libro che ha stravinto il Premio Campiello 2018: Le Assaggiatrici di Rosella Postorino, Feltrinelli editore. Mi è piaciuto. Molto.  Seconda guerra mondiale, Hitler, nazismo: quell’epoca, quei drammi. Ma da un punto di vista non usuale: quello di una donna tedesca, costretta, con altre, ad assaggiare il cibo prima che venisse servito al Führer, per evitare il suo avvelenamento. Dieci donne che rischiavano di morire tre volte al giorno, ma, al tempo stesso, erano in posizione privilegiata perché si nutrivano. E con pietanze cucinate da uno chef.

Rosella Postorino nel Teatro La Fenice a Venezia subito dopo la premiazione. Il suo Le Assaggiatrici è il libro che ha stravinto il Premio Campiello 2018.

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Reblog, stimoli dal web #3

Nella rubrica Reblog segnalo articoli di altri blog che ho letto di recente e che mi sono piaciuti. Re-bloggo, in ordine sparso non di preferenza, post che mi hanno colpito, per le più svariate ragioni: trattano di un argomento a me caro, mi hanno fatto venire voglia di leggere, viaggiare, fotografare, ascoltare musica, andare al cinema. Li segnalo a voi perché sono scritti bene o sono originali, o, in definitiva, perché in me è scattato il fatidico “avrei voluto scriverlo io”.  Un mio personalissimo Reader’s Digest

√    PREPARARSI AL CAMINO DE SANTIAGO:  Una piccola guida scritta da chi lo ha già percorso. Ci sono i 5 punti fondamentali da prendere in considerazione prima di affrontare una sfida che può segnare un’intera esistenza.

cammino-santiago-di-compostela

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Cose serie #1: After life

Cose serie, rubrica di trecento parole per gli otto milioni di italiani che utilizzano il videostreaming, quindi Netflix ma non solo. Non si turbino i puristi: indietro non si torna, anche questo è cinema. Una promessa doverosa: leggete tranquilli, niente spoiler.

After life serie tv su Netflix Italia
Ricky Gervais è Tony, il giornalista sulla cui vita ruota la mini serie (6 episodi) After life, distribuita da Netflix

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Il più grande Vedutista

Di lui, il più grande Vedutista di tutti i tempi, conoscevo fino a qualche giorno fa solo alcune cose: che era partito dalle scenografie teatrali prima di esprimersi nel disegno pittorico e che era riuscito nell’impresa che ha sempre spaventato i più grandi, ritrarre la bellezza quasi irreale di Venezia.  Qualche secolo dopo perfino Monet avrebbe affermato, rinunciando, che era «troppo bella per essere dipinta». Lui, Antonio Canal, il Canaletto, nato proprio nella città lagunare nel 1697, non si è mai fatto intimidire.

Il più grande Vedutista, il Canaletto: Canal Grande da Palazzo Balbi a Rialto
Canaletto, Il Canal Grande da Palazzo Balbi a Rialto, olio su tela, databile al 1722.

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