Gifuni, il re degli audiolibri

Nel 2019 sono cresciute del 28,3% le persone (15-75 anni) che dichiarano di aver ascoltato audiolibri, pari al 9% (circa 4,1 milioni di persone) di chi si considera «lettore». E’ un tema del blog, ve ne ho parlato in un precedente post, nel quale dichiaravo il mio sì convinto per la “lettura con le orecchie” e davo qualche indicazione su come leggere audiolibri, anche gratis. Oggi vi consiglio caldamente di audioleggere Il Colibrì, nuovo e potente romanzo di Sandro Veronesi, attraverso la voce narrante di Fabrizio Gifuni, per me il re degli audiolibri, semplicemente bravissimo. Regalatevi un’esperienza di ascolto unica.

Fabrizio Gifuni: l’ho ascoltato leggere Gadda e ora l’ultimo libro di Sandro Veronesi. Per me è il re degli audiolibri
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Da dove passa la luce

 A me è piaciuto. Forse anche perché nella vita mi sono già trovato alcune volte in una situazione come quelle descritte o affrontate da Mario Calabresi. E dunque mi sono immedesimato, dopo poche pagine a La mattina dopo.

Al di là dell’effetto immedesimazione, che, ne sono convinto, non riguarderà solo me, resta comunque un buon libro di riflessioni attorno ad un tema cruciale: come affrontare i giorni successivi ad un trauma, qualunque esso sia; come riuscire a conservare la dignità del vivere, facendo leva su doti proprie – e spesso mai palesate prima – oltre che sull’aiuto di qualcuno. Ho apprezzato che lo scrittore è riuscito a non cedere alla retorica. Non era facile.

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Chiamatemi Ismaele: Lamento di Portnoy

La rubrica Chiamatemi Ismaele è il nostro appuntamento con l’Incipit.  Le prime righe di un libro hanno un’importanza determinante: ogni scrittore sa che deve catturare il lettore, incuriosirlo, suscitare in lui degli interrogativi, gettare un’esca per convincerlo ad andare avanti. Per me come inizia un libro è essenziale: non ne ho mai acquistato uno senza aver prima letto l’Incipit. Questa rubrica ha proprio lo scopo di invogliare a leggere il libro del quale riporto le frasi iniziali.  Perché le ho dato questo nome? Per omaggiare uno degli Incipit più famosi della letteratura del ‘900, quello di Moby Dick di Herman Melville.

La prima edizione vide la luce nel 1969 e fruttò un milione di dollari. Fu il libro che diventò best-seller in un istante. Di certo a “Lamento di Portnoy” non è mai mancato il successo di pubblico, in parte dovuto alla sua carica trasgressiva, all’utilizzo a piene mani di termini e argomenti che allora dovevano apparire non meno che pornografici. Ciò che più mi ha colpito, leggendolo oggi, ad un anno dalla scomparsa di Philip Roth, è il suo essere sostanzialmente un grande inno alla libertà. Gridato da Alex, protagonista di questo libro-monologo, maschio ebreo e figlio ribelle, devastato da una madre iperprotettiva e apprensiva. Rivolgendosi al suo psicanalista esprime il bruciante desiderio di liberarsi dal rispetto assoluto e insensato di precetti di natura solo formale e dogmatica. Il lettore, con lui, più volte è portato a gridare: Basta!

Lo scrittore Philip Roth, uno dei più grandi scrittori americani, premio Pulitzer 1997 per “Pastorale americana”. Il suo “Lamento di Portnoy ebbe subito grandissimo successo di pubblico, fu “il libro che diventò best seller in un istante”
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Un romanzo potente e generoso

L’amore di tutta una vita, le incertezze e le convinzioni della giovinezza, il ritorno alla terra e la fede assoluta nell’ambientalismo, la necessità di dare un significato al proprio vivere accompagnata dal quel senso di onnipotenza che solo l’età adulta riesce a placare. Ancora: il desiderio-ossessione di avere un figlio e un certo tipo di religione. Il lettore di “Divorare il cielo” trova tutto questo e la Puglia come scenario. Un romanzo potente e generoso, mi convince la definizione della quarta di copertina di Einaudi. Di certo, la storia raccontata da Paolo Giordano non lascia indifferenti.

Divorare il cielo un romanzo potente e generoso

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Come leggere Audiolibri anche gratis

Più di qualcuno li considera un surrogato della lettura, adatto a chi in fondo non ama leggere. Altri, semplicemente, li rifiutano perché non riescono ad abituarsi all’idea di non avere un libro tra le mani, fisicamente o al limite nel display di un lettore ebook. Gradualmente io sono arrivato a pensarla come Stefano Benni: libro e audiolibro sono in fondo «un incontro tra due diversi incanti». Al punto che ora, di fronte ad un titolo che mi interessa, scelgo la modalità di lettura: con gli occhi o con le orecchie? Nelle brevi righe che seguono vi dico cosa indirizza la mia scelta e come leggere Audiolibri anche gratis.

Come leggere Audiolibri anche gratis

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Chiamatemi Ismaele: Il gattopardo

La rubrica Chiamatemi Ismaele è il nostro appuntamento con l’Incipit.  Le prime righe di un libro hanno un’importanza determinante: ogni scrittore sa che deve catturare il lettore, incuriosirlo, suscitare in lui degli interrogativi, gettare un’esca per convincerlo ad andare avanti. Per me come inizia un libro è essenziale: non ne ho mai acquistato uno senza aver prima letto l’Incipit. Questa rubrica ha proprio lo scopo di invogliare a leggere il libro del quale riporto le frasi iniziali.  Perché le ho dato questo nome? Per omaggiare uno degli Incipit più famosi della letteratura del ‘900, quello di Moby Dick di Herman Melville.

Romanzo postumo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il gattopardo fu un vero caso letterario. Premio Strega del 1959, divenne il primo best-seller italiano con oltre 100.000 copie vendute. Autobiografia, più che romanzo storico, viene così riassunto nella quarta di copertina dell’edizione Feltrinelli:   «Siamo in Sicilia, all’epoca del tramonto borbonico. È di scena una famiglia della più alta aristocrazia isolana, colta nel momento rivelatore del trapasso del regime, mentre già incalzano i tempi nuovi. Accentrato quasi interamente intorno a un solo personaggio, il principe Fabrizio Salina, lirico e critico insieme, il romanzo nulla concede all’intreccio e al romanzesco tanto cari a tutta la narrativa europea dell’Ottocento. L’immagine della Sicilia che invece ci offre è una immagine viva, animata da uno spirito alacre e modernissimo, ampiamente consapevole della problematica storica, politica e letteraria contemporanea».

Ciò che vi propongo è di rileggere Il Gattopardo ma con le orecchie. A guidarvi uno strepitoso Toni Servillo.

Toni Servillo vi consente di rileggere il Gattopardo ma con le orecchie
Toni Servillo legge Il Gattopardo per Emons Audiolibri

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Reblog, stimoli dal web #2

Nella rubrica Reblog segnalo articoli di altri blog che ho letto di recente e che mi sono piaciuti. Re-bloggo, in ordine sparso non di preferenza, post che mi hanno colpito, per le più svariate ragioni: trattano di un argomento a me caro, mi hanno fatto venire voglia di leggere, viaggiare, fotografare, ascoltare musica, andare al cinema. Li segnalo a voi perché sono scritti bene o sono originali, o, in definitiva, perché in me è scattato il fatidico “avrei voluto scriverlo io”.  Un mio personalissimo Reader’s Digest

√    LA SPIRITUALITA’ DEL QUOTIDIANO: Takashi Yasui è un 35enne di Osaka, che fotografa tra le strade della sua città e della vicina Kyoto. Tra le sue bellissime foto apprezzo molto questa, dedicata alla foresta di bambù di Sagano, nella zona di Arashiyama, nei pressi di Kyoto. Una zona che ho visto con fretta, troppa fretta, ma che è estremamente fascinosa.

Arashiyama, la foresta di bambù di Sagano, foto di Takashi Yasui
Arashiyama, la foresta di bambù di Sagano, foto di Takashi Yasui

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Reblog, stimoli dal web #1

Da oggi prende il via una rubrica: in Reblog segnalo articoli di altri blog che ho letto di recente e che mi sono piaciuti. Re-bloggo, in ordine sparso non di preferenza, post che mi hanno colpito, per le più svariate ragioni: trattano di un argomento a me caro, mi hanno fatto venire voglia di leggere, viaggiare, fotografare, ascoltare musica, andare al cinema. Li segnalo a voi perché sono scritti bene o sono originali, o, in definitiva, perché in me è scattato il fatidico “avrei voluto scriverlo io”.  Un mio personalissimo Reader’s Digest

√    L’ORA BLU AL GRAN SASSO: Andrea Federici è un fotografo di viaggio, con quindici anni di esperienza e scatti fotografici in oltre 30 paesi del mondo. Da abruzzese, mi ha emozionato la sua rappresentazione del Gran Sasso, non riesco a smettere di guardare queste foto, scattate con alle spalle Rocca Calascio. Ha ragione quando dice: «non dobbiamo sempre decollare e volare per ore prima di poter ammirare questi spettacoli». Davvero molto bravo.

Il Gran Sasso visto da Rocca Calascio. Foto di Andrea Federici.
Il Gran Sasso visto da Rocca Calascio, quando il sole è tramontato. Foto di Andrea Federici.

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Non si legge una volta sola

«Una civiltà letteraria non è fatta di letture, è fatta di riletture; forse semplicemente una civiltà. Ci sono generazioni che hanno conseguito una dignità duratura leggendo e rileggendo un solo libro, la Bibbia. Non leggevano altro, ma tanto bastava a renderli individui colti, talora artisti, letterati, scrittori. Il rileggere è un’alleanza discorde: è insieme ritrovare, riconoscere e scoprire; trovare ciò che la lettura precedente, o anche più letture, non ci avevano rivelato». È la convinzione del critico Giorgio Manganelli, così esplicitata nel suo libro “Il rumore sottile della prosa”. Da poco è anche la mia, rafforzata dalla recente ri-lettura di Sostiene Pereira, il testo più conosciuto di Antonio Tabucchi, quello che gli valse il Premio Campiello 1994.

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Solo che, questa volta, ho riletto con le orecchie.

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Audiolibri come iniziare

Audiolibri: perché si, come iniziare

Sono una forma di lettura: gli audiolibri si leggono con le orecchie. E aiutano a leggere, non c’è dubbio, leggi di più.

Capita di riuscire ad audioleggere tomi che non avremmo mai avuto idea di leggere normalmente, per mancanza di tempo.  Conosco gente che ha finito il pluripremiato “Patria” di Fernando Aramburu, da molti definito come un capolavoro, un librone di oltre 600 pagine pubblicato in Italia da Guanda. Come? Durante gli spostamenti in macchina o in treno o facendo running.

Qualcuno ha scritto che “anche classici come Anna Karenina diventano alla portata”. Sono d’accordo: in audiolibro il capolavoro di Lev Tolstoj, incubo di molti studenti, dura 42 ore. Se state un’ora al giorno su un treno, un bus o una metro per andare e tornare dal lavoro, avete bisogno di poco più di 8 settimane. Non è molto, se ci pensate.

Certo, ascoltare un audiolibro è molto diverso dal leggerlo. Chi legge per noi il libro è generalmente un bravo attore, che fa ogni sforzo per rendere il senso e l’atmosfera voluti dall’autore. Dobbiamo però predisporci all’ascolto, rallentare e tornare ad ascoltare.

È poi vero che non sempre leggere con le orecchie è come leggere. Può capitare che un testo, trasformato nelle parole di qualcuno, perda incisività. A me è capitato con “Le otto montagne” di Paolo Cognetti: ho ascoltato un estratto dell’audiolibro, ho letto le prime pagine del libro. Ed ho optato per il metodo più tradizionale. Felice di aver letto un grande libro, premiato con lo Strega 2017. Peraltro, può capitare anche che scrittori che magari avremmo abbandonato dopo poche pagine si trasformino in letture piacevoli, grazie alla voce di chi legge.

Se vi ho incuriosito e accettate un suggerimento su come iniziare ad ascoltare gli audiolibri anche gratis, seguitate.

5 audiolibri per iniziare, nel mio ordine di preferenza:

1) Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana, di Carlo Emilio Gadda, letto da Fabrizio Gifuni, Emons Edizioni. Roma, durante il fascismo. Il commissario di polizia don Ciccio Ingravallo è incaricato di svolgere un’inchiesta su un furto di gioielli avvenuto al 219 di via Merulana. Un capolavoro assoluto, con uno degli incipit più belli della letteratura italiana, è letto in modo magistrale da Gifuni. Qui sotto vi posto un’intervista al bravissimo attore, con la possibilità di vederlo all’opera mentre registra.

2) Una cosa divertente che non farò mai più, di David Foster Wallace, letto da Giuseppe Battiston, Emons Edizioni. Imbarcatosi per conto della rivista “Harper’s” su una crociera extralusso ai Caraibi, David Foster Wallace scrive un reportage che è ormai diventato un classico dell’umorismo contemporaneo. Mi ha convinto, una volta di più, a NON andare mai in crociera.  Battiston (lo ricordate in Pane e Tulipani o in Perfetti sconosciuti?) è semplicemente perfetto. Read More