Il regalo perfetto: un Ex Libris

Lo so, siamo inondati di consigli su cosa regalare a Natale. E ora mi ci metto anch’io. Spero che i lettori di questo blog apprezzino che il mio suggerimento si riferisce ad un oggetto prezioso ma non costoso, che ha sfidato i secoli e che si può totalmente personalizzare e dedicare alle persone più care. Ex libris nel libro ci sei tu.

Ex Libris nel libro ci sei tu
Per il primo Ex Libris che ho apposto, ho scelto un libro adeguato
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Da dove passa la luce

 A me è piaciuto. Forse anche perché nella vita mi sono già trovato alcune volte in una situazione come quelle descritte o affrontate da Mario Calabresi. E dunque mi sono immedesimato, dopo poche pagine a La mattina dopo.

Al di là dell’effetto immedesimazione, che, ne sono convinto, non riguarderà solo me, resta comunque un buon libro di riflessioni attorno ad un tema cruciale: come affrontare i giorni successivi ad un trauma, qualunque esso sia; come riuscire a conservare la dignità del vivere, facendo leva su doti proprie – e spesso mai palesate prima – oltre che sull’aiuto di qualcuno. Ho apprezzato che lo scrittore è riuscito a non cedere alla retorica. Non era facile.

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Destinazione America

Manhattan e l’America nelle settimane che precedono l’elezione di Trump. Un romanzo divertente e amaro, che nelle sue 400 pagine bombarda il lettore di stimoli. A partire dal primo: conta solo il denaro. Negli USA del 2016 sei quello che vali in termini patrimoniali. Sei un numero, quel numero.
E quel numero determina, ad esempio, la tua intelligenza (“un uomo così ricco non poteva essere stupido”) e se puoi vivere a Manhattan.

“Il loro edificio era diviso in sezioni: economy, business e prima classe. Sui pianerottoli dei primi undici piani c’erano diversi appartamenti, ciascuno con non più di tre camere da letto, dimora di milionari medi sul lato vendite della finanza, direttori generali di Goldman e simili, con mogli al primo o secondo figlio. I successivi undici avevano invece un solo appartamento per piano, e ci vivevano capi di società di hedge fund e private equity, nonché una modella argentina con il fidanzato calciatore che non passavano mai più di una settimana all’anno a New York. Gli ultimi tre piani erano di Rupert Murdoch”.

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Chiamatemi Ismaele: Persone normali

La rubrica Chiamatemi Ismaele è il nostro appuntamento con l’Incipit.  Le prime righe di un libro hanno un’importanza determinante: ogni scrittore sa che deve catturare il lettore, incuriosirlo, suscitare in lui degli interrogativi, gettare un’esca per convincerlo ad andare avanti. Per me come inizia un libro è essenziale: non ne ho mai acquistato uno senza aver prima letto l’Incipit. Questa rubrica ha proprio lo scopo di invogliare a leggere il libro del quale riporto le frasi iniziali.  Perché le ho dato questo nome? Per omaggiare uno degli Incipit più famosi della letteratura del ‘900, quello di Moby Dick di Herman Melville.

Lo confesso: l’ho comprato per la copertina di Mario Sughi, avendone sentito parlare da molti come un libro da leggere. Ebbene, l’ho letto in poche ore. Lo stile di Sally Rooney in “Persone normali” è diretto, sintetico, essenziale e le pagine scorrono una dopo l’altra. Ma il motivo vero della velocità di lettura è che non puoi fare a meno di sapere cosa accade alla relazione tra Marianne e Connell, due ragazzi che vivono in un paesino irlandese e frequentano l’ultimo anno di liceo.

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Quel che ho capito sull’Amicizia

«La parola è stata banalizzata. Si dice, per esempio: “Sono amici”. Se si guarda un po’, si scopre che si tratta semplicemente di colleghi che troviamo simpatici. Si è in effetti cercato di utilizzare parole differenti per le differenti forme di amicizia: cameratismo, relazione, compagnia, ma dobbiamo riconoscere che spesso si parla di amicizia laddove non ci sono che relazioni superficiali, leggere, senza conseguenze».  L’occasione per riflettere attorno ad un tema che coinvolge tutti noi, sin dai primi anni di vita, mi è data dalla lettura di un breve libro-saggio, non più di 80 pagine, dello scrittore marocchino, tradotto in tutto il mondo,  Tahar Ben Jelloun. Provo a dire ai lettori di questo piccolo blog quel che ho capito sull’Amicizia. L’impresa è ardua, ne sono consapevole. Soprattutto perché si tratta di un sentimento che per ognuno di noi è necessario e, nel contempo, assume sfumature diverse. Ma ho deciso di provare. Ugualmente.

Quel che ho capito sull'amicizia leggendo Tahar Ben Jelloun
Lo scrittore Tahar Ben Jelloun. Il suo libro “L’Amicizia” è edito in Italia da Einaudi.

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