Con i miei occhi: Lesina

Con i miei occhi, rubrica di immagini fotografiche, descrizioni, didascalie o semplici suggestioni. Precedenti post su Napoli e Venezia. Pubblico miei scatti, senza un criterio predefinito, a cavallo di luoghi, epoche, esperienze. Un solo filo comune: l’assenza di selfie, non li ho mai saputi fare, non mi piacciono.   

Fondata da pescatori dalmati, è vicinissima alle Isole Tremiti ed attira, anche per la sua particolare gastronomia di specialità lacustri, il guidatore giunto nei pressi del Gargano. Più che la Marina, è la Laguna la vera particolarità di questa cittadina italiana, in provincia di Foggia, poco più di 6mila abitanti che vivono prevalentemente di pesca. Un ambiente di particolare pregio naturalistico, che ospita molte specie autoctone stanziali e uccelli migratori. Nei miei scatti il racconto fotografico di una bella giornata a Lesina, nella quale ho mangiato molto bene. Il lettore più affezionato lo avrà capito: ciò condiziona l’opinione che mi formo di un luogo. E’ una delle mie debolezze.

il racconto fotografico di una bella giornata a Lesina
Il lungo pontile che attraversa parte della Laguna di Lesina invoglia a passeggiare. Intorno a te, adagiate, le poche case del paesino, porta Nord del Gargano.
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L’insostenibile pesantezza dell’essere. Umano

Una mostra evento, che documenta e denuncia. Allestita nello splendido spazio espositivo del MAST di Bologna ed aperta a tutti, gratuitamente. Prima tappa di un importante tour europeo, vi conduce tra trentacinque grandi fotografie, murales, videoinstallazioni, immersioni nella realtà aumentata. Tutto per raccontare – il lettore accetti la mia sintesi – l’insostenibile pesantezza dell’essere umano sulla Terra e per gettare luce sulla nostra epoca: l’Antropocene. L’Età in cui l’uomo lascia il segno del suo passaggio sul Pianeta, producendo grandi cambiamenti all’ecosistema. Trovate il modo di andare nella città di Lucio Dalla, questa esposizione è una vera chicca.

L'insostenibile pesantezza dell'essere umano sulla Terra: il tema nella mostra Anthropocene al MAST di Bologna fino al 22 settembre
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Con i miei occhi: Ålesund

Con i miei occhi, rubrica di immagini fotografiche, descrizioni, didascalie o semplici suggestioni. Precedenti post su Napoli e Venezia. Pubblico miei scatti, senza un criterio predefinito, a cavallo di luoghi, epoche, esperienze. Un solo filo comune: l’assenza di selfie, non li ho mai saputi fare, non mi piacciono.   

Deve la sua principale caratteristica ad una tragedia: lo spaventoso incendio del gennaio 1904, capace di radere al suolo gran parte della città, principale porto norvegese per l’esportazione dello stoccafisso. Bruciarono circa 850 edifici in legno, 10mila persone rimasero senza casa. Ålesund venne interamente ricostruita, questa volta in pietra e mattoni, con il sostegno finanziario dell’imperatore Guglielmo II di Germania, appassionato di quei luoghi. La ricostruzione avvenne con un’idea chiara: Ålesund sarebbe diventata una città museo in stile Art Nouveau. 

Ålesund la piccola città museo in stile Art Nouveau
Ålesund la città museo in stile Art Nouveau, nella parte settentrionale della regione dei Fiordi, in Norvegia. La vista dal belvedere di Aksla è imperdibile.
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Con i miei occhi: Napoli

Con i miei occhi, rubrica di immagini fotografiche, descrizioni, didascalie o semplici suggestioni. Pubblico miei scatti, senza un criterio predefinito, a cavallo di luoghi, epoche, esperienze. Un solo filo comune: l’assenza di selfie, non li ho mai saputi fare, non mi piacciono.   

«Dovunque sono andato nel mondo ho visto che c’era bisogno di un poco di Napoli». Luciano De Crescenzo ha ragione, è la cosa che cogli subito, dopo poche ore in città. Ed in fondo è quello che ti aspettavi prima di venire, volevi essere catturato dalla filosofia di vita napoletana e rifletterci un po’ su. Poi scendi dal treno, esci da Napoli Centrale, giusto il tempo di pensare che ti ricorda James Senese e Pino Daniele che ti immergi nella metro per arrivare dalle parti di via Toledo. Qui vedi l’inaspettato: una fermata metro bellissima (e non è l’unica). Così, la prima foto che compone questo mio estemporaneo album sulla città di Troisi ed Eduardo è dedicata a lei.

la più bella fermata metro d'Europa a Toledo: c'era bisogno di un poco di Napoli
Per il Daily Telegraph, grazie ai mosaici della suggestiva galleria del mare di Bob Wilson, la fermata di Toledo, Napoli, è la più bella d’Europa.  Inaugurata nel 2012, è stata progettata dall’architetto spagnolo Oscar Tusquets, cui si deve lo splendido Petit Palau a Barcellona.

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Con i miei occhi: Venezia

Con i miei occhi, rubrica di immagini fotografiche, descrizioni, didascalie o semplici suggestioni. Pubblico miei scatti, senza un criterio predefinito, a cavallo di luoghi, epoche, esperienze. Un solo filo comune: l’assenza di selfie, non li ho mai saputi fare, non mi piacciono.   

Come fotografare Venezia in modo meno convenzionale? Se ci pensate è il luogo, nel mondo, nel quale è più facile cadere nella visione stereotipata. Facile e, a volte, piacevole, dal momento che quello che vedi è di una bellezza disarmante. Solo che io, approfittando di due giorni insperati nella Laguna, mi sono autoimposto questa sfida: con la mia piccola Canon avrei cercato di realizzare un album un pò diverso. Ecco, in 10 foto, la mia Venezia di marzo 2019.

Venezia, una città ideale per gli appassionati di fotografia

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Robert Capa, foto dentro la guerra

«Era ancora molto presto e molto grigio per delle buone fotografie, ma l’acqua e il cielo, entrambi grigi, rendevano i piccoli uomini, che schivavano le pallottole sotto i disegni dell’intellighenzia anti-invasione di Hitler, davvero suggestivi».

Parole di Robert Capa, foto dentro la guerra, scattate dall’unico corrispondente fotografo presente sul fronte del D-Day, per intenderci “con le gambe in acqua”, mentre gli alleati, in quel giorno storico, il 6 giugno 1944, sbarcavano sulle spiagge della Normandia. È questa emozione che potete cogliere, anche se non siete appassionati di fotografia, andando ad Ancona, nella sorprendente Mole Vanvitelliana, per la mostra dedicata alla figura di spicco del fotogiornalismo del XX secolo.  Davanti a voi il punto di vista di chi voleva sempre essere ad un metro dalla storia, incurante del pericolo.

Robert Capa
Robert Capa, ovvero Endre Friedmann

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Con i miei occhi: Suomenlinna

Con i miei occhi, rubrica di immagini fotografiche, descrizioni, didascalie o semplici suggestioni. Pubblico miei scatti, senza un criterio predefinito, a cavallo di luoghi, epoche, esperienze. Un solo filo comune: l’assenza di selfie, non li ho mai saputi fare, non mi piacciono.   

Dicembre 2001, isola di Suomenlinna, primissimo pomeriggio. Raggiungibile in 15 minuti di traghetto dal centro di Helsinki, oggi è sede dell’Accademia Navale della Marina militare finlandese. Ricordo che quei 15 minuti li trascorsi a bordo di una rompighiaccio.

La luce, i colori sono naturali, nessun filtro.

Reblog, stimoli dal web #1

Da oggi prende il via una rubrica: in Reblog segnalo articoli di altri blog che ho letto di recente e che mi sono piaciuti. Re-bloggo, in ordine sparso non di preferenza, post che mi hanno colpito, per le più svariate ragioni: trattano di un argomento a me caro, mi hanno fatto venire voglia di leggere, viaggiare, fotografare, ascoltare musica, andare al cinema. Li segnalo a voi perché sono scritti bene o sono originali, o, in definitiva, perché in me è scattato il fatidico “avrei voluto scriverlo io”.  Un mio personalissimo Reader’s Digest

√    L’ORA BLU AL GRAN SASSO: Andrea Federici è un fotografo di viaggio, con quindici anni di esperienza e scatti fotografici in oltre 30 paesi del mondo. Da abruzzese, mi ha emozionato la sua rappresentazione del Gran Sasso, non riesco a smettere di guardare queste foto, scattate con alle spalle Rocca Calascio. Ha ragione quando dice: «non dobbiamo sempre decollare e volare per ore prima di poter ammirare questi spettacoli». Davvero molto bravo.

Il Gran Sasso visto da Rocca Calascio. Foto di Andrea Federici.
Il Gran Sasso visto da Rocca Calascio, quando il sole è tramontato. Foto di Andrea Federici.

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Le foto non finite di Pellegrin

Ha vinto 10 World Press Photo Award e numerosi altri prestigiosi riconoscimenti in tutto il mondo, come il Robert Capa Gold Medal Award e il Premio Eugene Smith. È membro dell’Agenzia Magnum dal 2005 (qui il suo portfolio).  Se vi piace la fotografia, vi suggerisco di vedere la mostra di Paolo Pellegrin, fino al 10 marzo nel MAXXI Museum di Roma. In viaggio per il mondo con la sua macchina fotografica, ha raccontato «uomini, guerre, emergenze umanitarie ma anche storie di grande poesia e una natura portentosa e pulsante».

Vi suggerisco di vedere la mostra di Paolo Pellegrin
Ritratto di donna. Congo-Brazzaville, 2013. Autore: Paolo Pellegrin

Attraverso oltre 150 immagini, numerosi inediti e alcuni contributi video, l’esposizione ripercorre vent’anni dell’attività di Pellegrin, dal 1998 al 2017.

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