Cercami

Chiamatemi Ismaele, il nostro appuntamento con l’Incipit.  Le prime righe di un libro hanno un’importanza determinante: ogni scrittore sa che deve catturare il lettore, incuriosirlo, suscitare in lui degli interrogativi, gettare un’esca per convincerlo ad andare avanti. Per me come inizia un libro è essenziale: non ne ho mai acquistato uno senza aver prima letto l’Incipit. Questa rubrica ha proprio lo scopo di invogliare a leggere il libro del quale riporto le frasi iniziali.  Perché le ho dato questo nome? Per omaggiare uno degli Incipit più famosi della letteratura del ‘900, quello di Moby Dick di Herman Melville.

Nel suo nuovo “Cercami”, appena pubblicato da Guanda, André Aciman cerca di rispondere all’interrogativo: si può smettere di amare? Per farlo, riprende, a distanza di dodici anni, alcuni personaggi del suo precedente “Chiamami col tuo nome”, portato al cinema da Luca Guadagnino nel 2017 e sceglie di non proseguire la storia da dove si era interrotta. Torna ad affrontare il sentimento amoroso e svela che per lui è immediato, senza remore, totale; è amore solo se nasce in un solo istante e non si spegne, mai. Quindi, senza tentennamenti, la risposta è secca: no, non si può smettere di amare, tornare esseri individuali o semplicemente se stessi, dopo essersi uniti, permeati, mescolati in un’unica essenza. Dopo l’Amore.

Cercami di André Aciman: Innamorarsi di qualcuno che ha il doppio o la metà dei propri anni
Al professore di lettere classiche Samuel ed al figlio Elio capita di innamorarsi di qualcuno che ha il doppio o la metà dei propri anni.
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Via di Tor Marancia 63

Cosa vedere a Roma quando pensi di aver visto tutto. Se avete già negli occhi una delle gettonatissime mete, con le quali la città eterna affascina i visitatori di tutto il mondo, posso darvi un consiglio. Mi riferisco a qualcosa che, pur frequentando spesso la Capitale, io non conoscevo, una meta meno scontata ma non per questo poco interessante.

Vi propongo di spingervi in via di Tor Marancia 63, reflex in spalla. Nel momento di una bella giornata di sole, ritagliatevi qualche ora di tempo, percorrete la Cristoforo Colombo e svoltate a sinistra quando intravvedete il palazzone della Regione Lazio. Ne vale la pena e non solo per scattare foto.

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Oltre Montalbano: tre gialli sotto l’albero

Perché non approfittare del periodo natalizio per leggere? La poltrona giusta, la luce corretta, un bicchiere di vino rosso. Createvi un momento tutto vostro, che faccia da contrappeso ai riti natalizi, a volte fin troppo affollati. Da appassionato giallista, vi consiglio tre gialli sotto l’albero, di agevole lettura, per fare la conoscenza di tre personaggi diversi dal notissimo Commissario Montalbano o dallo splendido Rocco Schiavone (lo dico da lettore di Camilleri e Manzini).

1) Il commissario Kostas Charitos, Atene.

Il primo consiglio di lettura è «Ultime della notte» dello scrittore greco Petros Markaris, Bompiani editore. Si legge sulla quarta di copertina:

Il commissario Kostas Charitos legge solo dizionari. Lotta quotidianamente contro i bancomat. E’ sposato, la figlia se ne è andata di casa e per la moglie la televisione è l’unica consolazione. Odia i giornalisti, soprattutto la bella Ghianna Karaghiorghi, che si fa beffe di lui a ogni conferenza stampa. E vive ad Atene, una metropoli sospesa tra Oriente e Occidente, passato e presente, così simile e così diversa da una grande città italiana. Una metropoli che è teatro di una serie di delitti sanguinosi, in cui si incrociano immigrati clandestini ed ex spie dell’Europa dell’Est, trafficanti d’organi e cronisti troppo curiosi. E Charitos deve dire addio alla sua pigra routine.
”Ultime della notte”, pubblicato con grande successo in Grecia, Francia e Germania, segna la nascita di un personaggio indimenticabile, un poliziotto cinico e umano, scontroso e disarmato, alla ricerca di una verità nascosta in un mondo sempre più inafferrabile.

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Le foto non finite di Pellegrin

Ha vinto 10 World Press Photo Award e numerosi altri prestigiosi riconoscimenti in tutto il mondo, come il Robert Capa Gold Medal Award e il Premio Eugene Smith. È membro dell’Agenzia Magnum dal 2005 (qui il suo portfolio).  Se vi piace la fotografia, vi suggerisco di vedere la mostra di Paolo Pellegrin, fino al 10 marzo nel MAXXI Museum di Roma. In viaggio per il mondo con la sua macchina fotografica, ha raccontato «uomini, guerre, emergenze umanitarie ma anche storie di grande poesia e una natura portentosa e pulsante».

Vi suggerisco di vedere la mostra di Paolo Pellegrin
Ritratto di donna. Congo-Brazzaville, 2013. Autore: Paolo Pellegrin

Attraverso oltre 150 immagini, numerosi inediti e alcuni contributi video, l’esposizione ripercorre vent’anni dell’attività di Pellegrin, dal 1998 al 2017.

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Il più piccolo il più rock

Lo confesso subito: ci sono andato perché incuriosito da due cose. La prima: è il ristorante più piccolo di Roma, appena dieci posti a sedere in un unico tavolo. La seconda: avevo letto che per il The New York Times mangiare da loro è una delle cose da fare se hai 36 ore da trascorrere nella Capitale. Poi ho scoperto che da Mazzo a Centocelle si mangia bene. Mi ha fatto immediata simpatia, è un posto libertino, godereccio, rock.

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Ho conosciuto Zerocalcare

Avevo visto il film La profezia dell’armadillo e sbirciato le sue raccolte tra gli scaffali delle librerie. Ma non lo conoscevo, in realtà. Non appartengo a quella “controcultura” che, soprattutto a Roma, ha contribuito a far crescere disegnatori di fumetti ma anche musicisti, street artist, scrittori, videomaker. Sono nato circa vent’anni prima di Michele Rech e non ho mai vissuto nella Capitale e quindi nella sua Rebibbia (da lui definita un’isola felice «tra San Francisco e Pescara»). Ma sabato mattina, in una splendida giornata di sole, sono andato al Maxxi e posso dire di aver conosciuto Zerocalcare.

Ho conosciuto Zerocalcare

La mostra personale a lui dedicata (la prima) “Scavare fossati – nutrire coccodrilli” è ricchissima: tavole, interviste, originali delle strisce apparse sul suo seguitissimo blog, manifesti di concerti, locandine per i centri sociali, storie realizzate per fanzine. C’è da leggere tantissimo, andateci con il giusto tempo, in modo non frettoloso (ma entro il 10 marzo). Capirete perché il fumettista è diventato un caso editoriale, capace di toccare quota 700mila copie vendute; perché i suoi fan si mettono in coda per ore per avere un suo disegno con dedica. Read More

Marcello, un attore felice

Cosa fare in uno dei prossimi week end? Vi consiglio di non perdere l’esposizione che  ripercorre la carriera straordinaria di Mastroianni, allestita da pochi giorni nello spazio dell’Ara Pacis, a Roma.

Ne sono rimasto colpito. Ci sono ritratti, tracce dei suoi film e dei suoi spettacoli, momenti di vita privata. L’occasione per conoscere meglio Marcello.

«Un attore felice, che amava alla follia il suo mestiere, che svolgeva con gioia e buon umore. La sola persona che prendeva sul serio durante le riprese, era il regista. Con gli altri giocava» (Claudia Cardinale).

 

Al tempo stesso l’opportunità di riportare in primo piano molte cose della nostra memoria. Come è successo a me, con il sorriso sulle labbra e gli occhi bene aperti.

Dell’attore italiano più famoso a livello internazionale, trovate scritti, testimonianze, Read More