Ricomincio da tre #3

“Forse la musica è la cosa più vicina all’amore. Ti eleva. Personalmente mi dà le emozioni più vicine a quelle che provo quando mi sento innamorato”. Attribuita a Ludovico Einaudi, mi ha stimolato ad avviare una nuova rubrica nel mio piccolo blog. Il nome è, in tutta evidenza, un omaggio a Troisi ma anche alla musica, alla sua capacità di aiutarci a ripartire nella vita. Nella rubrica 1 post 3 brani 3 didascalie. Alla ricerca di quel tipo di emozione. 

Mi è sembrato doveroso. Da ieri, tutti gli album di Lucio Battisti e Mogol (ad esclusione dunque degli ultimi lavori firmati con Pasquale Panella) sono disponibili sulle piattaforme streaming. Una possibilità attesa da anni, di certo non solo da me. Così, ho pensato di segnalare tre brani, scelti tra i meno conosciuti della vasta produzione discografica di Battisti. Il primo fa parte dell’album che amo di più: Io tu noi tutti, del 1977. Per intenderci, è il disco che contiene capolavori come “Amarsi un pò” e il suo fortunatissimo lato B “Si viaggiare” (ho quel 45 giri) e la splendida “Neanche un minuto di non amore”. Un album registrato a Los Angeles con testi di Mogol e caratterizzato da una certa vicinanza all’universo funky e disco. Il brano che ho scelto è il divertente “Questione di cellule“. Mi piacciono questi versi: “non è questione di cellule/ma della scelta che si fa/la mia è di non vivere a metà”

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Un disco prezioso

Quasi tre anni. È già passato tanto tempo senza che me ne rendessi conto, probabilmente per autodifesa. Poi, l’altro ieri, la pubblicazione di Prezioso, un disco inaspettato, risveglia tutto il dolore per la sua scomparsa e la forte nostalgia per le canzoni di Gianmaria Testa, per quello che avrebbe potuto scrivere e creare e non è stato. Lo stesso sentimento che ho provato quando morì Troisi, e che da allora non mi ha mai lasciato.

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Audiolibri come iniziare

Audiolibri: perché si, come iniziare

Sono una forma di lettura: gli audiolibri si leggono con le orecchie. E aiutano a leggere, non c’è dubbio, leggi di più.

Capita di riuscire ad audioleggere tomi che non avremmo mai avuto idea di leggere normalmente, per mancanza di tempo.  Conosco gente che ha finito il pluripremiato “Patria” di Fernando Aramburu, da molti definito come un capolavoro, un librone di oltre 600 pagine pubblicato in Italia da Guanda. Come? Durante gli spostamenti in macchina o in treno o facendo running.

Qualcuno ha scritto che “anche classici come Anna Karenina diventano alla portata”. Sono d’accordo: in audiolibro il capolavoro di Lev Tolstoj, incubo di molti studenti, dura 42 ore. Se state un’ora al giorno su un treno, un bus o una metro per andare e tornare dal lavoro, avete bisogno di poco più di 8 settimane. Non è molto, se ci pensate.

Certo, ascoltare un audiolibro è molto diverso dal leggerlo. Chi legge per noi il libro è generalmente un bravo attore, che fa ogni sforzo per rendere il senso e l’atmosfera voluti dall’autore. Dobbiamo però predisporci all’ascolto, rallentare e tornare ad ascoltare.

È poi vero che non sempre leggere con le orecchie è come leggere. Può capitare che un testo, trasformato nelle parole di qualcuno, perda incisività. A me è capitato con “Le otto montagne” di Paolo Cognetti: ho ascoltato un estratto dell’audiolibro, ho letto le prime pagine del libro. Ed ho optato per il metodo più tradizionale. Felice di aver letto un grande libro, premiato con lo Strega 2017. Peraltro, può capitare anche che scrittori che magari avremmo abbandonato dopo poche pagine si trasformino in letture piacevoli, grazie alla voce di chi legge.

Se vi ho incuriosito e accettate un suggerimento su come iniziare ad ascoltare gli audiolibri anche gratis, seguitate.

5 audiolibri per iniziare, nel mio ordine di preferenza:

1) Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana, di Carlo Emilio Gadda, letto da Fabrizio Gifuni, Emons Edizioni. Roma, durante il fascismo. Il commissario di polizia don Ciccio Ingravallo è incaricato di svolgere un’inchiesta su un furto di gioielli avvenuto al 219 di via Merulana. Un capolavoro assoluto, con uno degli incipit più belli della letteratura italiana, è letto in modo magistrale da Gifuni. Qui sotto vi posto un’intervista al bravissimo attore, con la possibilità di vederlo all’opera mentre registra.

2) Una cosa divertente che non farò mai più, di David Foster Wallace, letto da Giuseppe Battiston, Emons Edizioni. Imbarcatosi per conto della rivista “Harper’s” su una crociera extralusso ai Caraibi, David Foster Wallace scrive un reportage che è ormai diventato un classico dell’umorismo contemporaneo. Mi ha convinto, una volta di più, a NON andare mai in crociera.  Battiston (lo ricordate in Pane e Tulipani o in Perfetti sconosciuti?) è semplicemente perfetto. Read More