Ricomincio da tre #3

“Forse la musica è la cosa più vicina all’amore. Ti eleva. Personalmente mi dà le emozioni più vicine a quelle che provo quando mi sento innamorato”. Attribuita a Ludovico Einaudi, mi ha stimolato ad avviare una nuova rubrica nel mio piccolo blog. Il nome è, in tutta evidenza, un omaggio a Troisi ma anche alla musica, alla sua capacità di aiutarci a ripartire nella vita. Nella rubrica 1 post 3 brani 3 didascalie. Alla ricerca di quel tipo di emozione. 

Mi è sembrato doveroso. Da ieri, tutti gli album di Lucio Battisti e Mogol (ad esclusione dunque degli ultimi lavori firmati con Pasquale Panella) sono disponibili sulle piattaforme streaming. Una possibilità attesa da anni, di certo non solo da me. Così, ho pensato di segnalare tre brani, scelti tra i meno conosciuti della vasta produzione discografica di Battisti. Il primo fa parte dell’album che amo di più: Io tu noi tutti, del 1977. Per intenderci, è il disco che contiene capolavori come “Amarsi un pò” e il suo fortunatissimo lato B “Si viaggiare” (ho quel 45 giri) e la splendida “Neanche un minuto di non amore”. Un album registrato a Los Angeles con testi di Mogol e caratterizzato da una certa vicinanza all’universo funky e disco. Il brano che ho scelto è il divertente “Questione di cellule“. Mi piacciono questi versi: “non è questione di cellule/ma della scelta che si fa/la mia è di non vivere a metà”

Read More

Cose serie #4: When they see us

Cose serie, rubrica di trecento parole per gli otto milioni di italiani che utilizzano il videostreaming, quindi Netflix ma non solo. Non si turbino i puristi: indietro non si torna, anche questo è cinema. Una promessa doverosa: leggete tranquilli, niente spoiler.

When they see us racconta il rischio di un certo modo di fare giustizia
Jharrel Jerome è molto convincente nel personaggio di Korey Wise
Read More